David Puente scrive articolo sui migranti, sul web minacce a lui e alla figlia

di Redazione Blitz
Pubblicato il 20 Luglio 2020 10:42 | Ultimo aggiornamento: 20 Luglio 2020 10:42
David Puente, foto d'archivio Ansa di un computer

David Puente scrive articolo sui migranti, sul web minacce a lui e alla figlia (foto d’archivio Ansa)

David Puente scrive articolo sui migranti, sul web minacce a lui e alla figlia.

“Oggi – scrive David Puente – ho ricevuto via email degli screenshot riguardo un commento orrendo rivolto a me e alla mia famiglia per un mio articolo.

Ecco la frase chiave: Gli auguro vivamente di avere una figlia o una sorella stuprata da uno di quei bei ragazzi che manteniamo nelle caserme”.

E’ quanto denuncia attraverso i suoi profili social il giornalista David Puente.

L’articolo in questione, come riportano le immagini postate, riguarda i dati sugli stupri degli stranieri.

A firmarlo, secondo la ricostruzione del giornalista, sarebbe stato dal profilo di un gruppo fb, R.C., Roberto Contessi, presidente Ance Fvg.

Puente, che rientra nel gruppo di esperti dell’Unità di monitoraggio per il contrasto della diffusione di fake news relative al Covid-19 sul web e sui social network, lanciata dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri, Andrea Martella, ripercorre in un suo lungo post quanto accaduto.

“Nel dubbio, siccome il post è stato cancellato e con esso i commenti, ho contattato il signor Ci Erre via Messenger.

Il colloquio via web, secondo quanto riporta Puente, si conclude con Ci Erre che in merito alla frase in questione “risponde sostenendo che era un paradosso… “.

Raggiunto telefonicamente dalla Rai Fvg, Contessi ha ammesso di essere l’autore del post ma di non essere mai stato né di essere razzista e di essere stato frainteso.

Analogo commento Contessi ha espresso al quotidiano Il Piccolo.

Diversi i commenti di solidarietà postati dagli utenti della rete.

Tra questi, anche il tweet dell’Ance nazionale.

“Ance esprime massima solidarietà a @DavidPuente e prende netta distanza da ogni espressione offensiva o violenta in quanto incompatibile con i valori associativi e con i principi del nostro Codice Etico”. (Fonte: Ansa).