Davide Bifolco. Luigi Bobbio, pm anticamorra: “La vera vittima è il carabiniere”

di redazione Blitz
Pubblicato il 8 settembre 2014 9:49 | Ultimo aggiornamento: 8 settembre 2014 9:49
Davide Bifolco. Luigi Bobbio, pm anticamorra: "La vera vittima è il carabiniere"

Davide Bifolco. Luigi Bobbio, pm anticamorra: “La vera vittima è il carabiniere”

NAPOLI – La “vera vittima è il carabiniere” che faceva il suo dovere. Mentre “un teppista, è un teppista”.

A prendere le difese del militare che, durante un inseguimento, ha sparato e ucciso il 17enne Davide Bifolco è un ex pm anticamorra, ex senatore e sindaco di Castellammare di Stabia: Luigi Bobbio.

Insomma, uno che conosce bene la realtà e i luoghi in cui la morte di Davide è avvenuta. Scrive su Facebook Bobbio: “La vera vittima è il carabiniere e bisogna smetterla con il giustificazionismo, il buonismo, il perdonismo, tutte cose che non solo non servono a niente ma aggravano il male”. Dal lungo post ecco qualche estratto saliente:

“La sola e unica vittima di quel che è successo è il Carabiniere, vittima del suo senso del dovere e del fatto di essere chiamato a operare in una realtà schifosa in cui la mentalità delinquenziale e la inclinazione a vivere violando ogni regola possibile è la normalità. A 17 anni ormai si è uomini fatti, solo in Italia a quarant’anni si è ancora “giovani”! E gli uomini sono responsabili delle loro scelte, delle loro azioni e del loro stile di vita. Un Carabiniere è un Carabiniere e un teppista è un teppista!”.

“Compito delle Forze dell’ordine è prevenire e reprimere, per evitare che la marea di fango ci sommerga! Lo Stato ha le sue leggi e le sue regole e se sbaglio c’è stato, verrà accertato. Quel che a me interessa è un bravo ragazzo in divisa stia bene e non abbia riportato danni nel fare il suo dovere inseguendo con i colleghi ,di notte, tre teppisti su un ciclomotore, senza caschi, uno dei quali era un evaso dagli arresti domiciliari e che avevano forzato un posto di blocco e comunque non si erano fermati all’alt facendosi inseguire a folle velocità! Che poi sbandati come loro, parenti e non del morto, vogliano giustificarli mostrando di ritenere normale la loro condotta che evidentemente ritengono normale mi fa solo disgusto”.