Davide Stival, le accuse infamanti su droga e affari loschi: “Insultano anche il fratellino di Lorys”

di redazione Blitz
Pubblicato il 4 aprile 2018 11:05 | Ultimo aggiornamento: 4 aprile 2018 11:05
Davide Stival, le accuse infamanti su droga e affari loschi: "Insultano anche il fratellino di Lorys"

Davide Stival, le accuse infamanti su droga e affari loschi: “Insultano anche il fratellino di Lorys”

RAGUSA – Offese e minacce al fratellino del piccolo Lorys e accuse infamanti al suo papà, Davide Stival.

E’ quanto racconta l’avvocato Daniele Scrofani che oltre ad assistere Davide Stival ha anche dato il suo contributo alla stesura del libro “Nel Nome di Lorys“, scritto a quattro mani dal papà della piccola vittima e dal giornalista di Quarto Grado, Simone Toscano. Intervistato da Fanpage.it, l’avvocato Scrofani racconta la tragedia che ha messo a dura prova Davide Stival, non solo costretto a subire la insopportabile perdita del figlio ma anche vittima di insulti, offese e minacce, alcune delle quali sono arrivate anche al piccolo Diego, il fratellino di Lorys.

“È stato sconvolgente – riferisce il legale – come il web si sia diviso, pro o contro Veronica Panarello. Sono stati capaci di bassezze ma anche di attacchi volgari e violenti molto forti. Vi sono stati persino insulti nei confronti miei, del fratellino di Lorys e di Davide. Una persona minacciò il papà di Lorys dicendogli che sapeva dove si trovava il bimbo e che sarebbe andato a prenderlo all’asilo. Immaginate la nostra l’ansia”.

Tra le accuse infamanti rivolte a Davide Stival ce ne sono alcune pesantissime e legate al suo lavoro di autotrasportatore.

“Gli attacchi che arrivarono a Davide furono stravaganti e fantasiosi. Nelle intercettazioni ambientali, ovvero i colloqui in carcere tra Veronica e i suoi parenti, si ipotizzava che il bimbo fosse stato ucciso perché Davide aveva dei traffici illeciti, un traffico di stupefacenti nell’asse verso la Campania o addirittura si parlava del suicido di un finanziere subdolamente collegato alla vicenda. A tutti costi bisognava trovare un colpevole diverso rispetto a quello che era evidente che fosse”.

Le accuse, assolutamente infondate, vanno dal traffico di stupefacenti a quello di armi fino a parlare di mafia. Nelle intercettazioni, racconta ancora l’avvocato a Fanpage.it

“la Panarello afferma che Davide era amico di due soggetti finiti in carcere per tali motivi (si riferisce ad armi e droga, ndr). La Stival (la zia Antonella Stival, ndr) non solo concorda pienamente con la tesi della Panarello, secondo la quale il marito è coinvolto o comunque è a conoscenza dell’identità degli aguzzini, ma addirittura rincara la dose asserendo che l’omicidio può essere stato generato da una situazione debitoria di Davide che non è da escludere spendeva tutti i suoi soldi a prostitute”. Dichiarazioni che risalgono a febbraio 2015.

Sempre la zia Antonella Stival – stando alla ricostruzione degli inquirenti – avrebbe raccontato a Veronica “che la zona in cui è stato ritrovato il corpo di Lorys era sotto osservazione dal 2013 da parte delle forze dell’ordine in quanto zona in cui venivano effettuati traffici illeciti di armi e droga. Antonella concludeva dicendo che, secondo lei, in tutto questo c’era l’impronta della mafia”. Quando Veronica, assai scettica, le chiese perché avrebbero dovuto toccare suo figlio, questa è stata la risposta: “Antonella risponde che tanti bambini sono stati vittime delle mafia”.

Poi la famiglia Panarello però mette le mani avanti: è sempre la zia Antonella Stival, secondo l’avvocato Scrofani a raccontare alla mamma di Lorys

“che è venuta fuori una storia sul conto di Davide, ma non sa se è vero o meno, e spiega che, come a tutti gli autotrasportatori, gli è stato proposto di fare un trasporto di un carico droga e Davide si sarebbe rifiutato”. In questo traffico illecito – sempre secondo le loro dichiarazioni riportate nelle carte dell’inchiesta – sarebbe stato coinvolto un “finanziere che si è suicidato” e sempre legato alla stessa storia ci sarebbe stato persino un altro omicidio avvenuto a Vittoria, nel Ragusano. Tutto farebbe “capo a un traffico di droga che parte da Napoli passando per Gioia Tauro per poi arrivare in Sicilia”.

Alla fine le accuse infamanti contro Davide Stival sono giunte pure dalla moglie e madre dei suoi figli, Veronica Panarello, tuttora in carcere e condannata in primo grado per l’omicidio del piccolo Lorys. Parlando con la compagna di cella, Veronica Panarello avrebbe definito il marito come un soggetto inserito nel malaffare “perché lui non racconta le cose che gli sono successe nel camion, le “buste di soldi” che trasportavano in nero”.

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