Deborah Sciacquatori: “Temevo che mio padre ammazzasse mia madre e mia nonna”

di redazione Blitz
Pubblicato il 22 maggio 2019 10:40 | Ultimo aggiornamento: 22 maggio 2019 10:40
Deborah Sciacquatori: "Temevo che mio padre ammazzasse mia madre e mia nonna"

Deborah Sciacquatori: “Temevo che mio padre ammazzasse mia madre e mia nonna” (Foto Ansa)

ROMA – “La mia vita è stata sempre un inferno, da quando ero bambina. L’unico ricordo bello che ho di mio padre è di quando tra i 6 e gli 8 anni andavamo insieme in palestra. L’amore per la boxe è l’unica cosa che mi ha lasciato. Sono rimasta in quella casa perché avevo paura che lui, senza di me, avrebbe ucciso mamma e nonna”: sono le parole di Deborah Sciacquatori, la ragazza di 19 anni di Monterotondo (Roma) che domenica 19 maggio ha ucciso il padre, Lorenzo Sciacquatori, per fermarlo nelle sue violenze contro la madre. 

“Io e mamma non credevano più nel futuro. Per questo non siamo mai nemmeno andate al pronto soccorso per farci medicare, per questo non abbiamo mai denunciato”, ha spiegato Deborah nel suo racconto ai pubblici ministeri riportato da Repubblica. 

Aveva paura del padre ma continuava a volergli bene. E glielo ha detto dopo averlo steso prima con un pugno e poi con una coltellata alla nuca: “Non lasciarmi papà, perdonami. Ti voglio bene”, gli ha detto prendendolo tra le braccia quando ha visto che si accasciava al suolo.

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Nel suo racconto Deborah descrive gli occhi del padre come “spiritati”: “Mi guardava con lo sguardo, con quegli occhi. Si muoveva a scatti quando era ubriaco. Diceva che gli dovevo volere bene perché lui era mio padre. E per questo mi insultava, mi urlava contro. Passavo moltissimo tempo chiusa in camera – ha raccontato ai magistrati ricordando la propria infanzia – mentre lui fuori se la prendeva con mia mamma, le urlava cose terribili. Pensavo che se avessi studiato, avrei potuto trovare un lavoro e andarmene via da quella casa. La verità è che lo avrei già fatto se non avessi avuto paura che lui, senza di me, avrebbe ucciso mamma e nonna”.

Durante le liti, se lui “era ubriaco si accaniva contro mamma. A volte faceva come per strozzarla, le stringeva un braccio intorno al collo. Allora io avevo davvero paura. Anche la notte faccio spesso incubi e mi sveglio di soprassalto per paura che lui la uccida nel sonno. Tante volte mi sono chiesta e ho chiesto a mia madre perché sopportasse tutta questa situazione. La picchiava un giorno sì e un giorno no. E lei mi rispondeva che si piegava perché aveva paura che lui ci facesse del male. Lui comandava tutti”. Anche domenica mattina “voleva bere. Ha insultato mia madre perché le andasse a prendere delle birre e quando lei è tornata le ha lanciato contro una bottiglia, non c’era modo di calmarlo”.

Così, quando Deborah ha visto il padre stringere il braccio attorno al collo della madre, è intervenuta e l’ha colpito. Il resto è cronaca. (Fonte: Repubblica)