Delitto Garlasco, prova Dna: Procura dà ragione ai legali di Alberto Stasi

di Lorenzo Briotti
Pubblicato il 30 Dicembre 2019 18:53 | Ultimo aggiornamento: 30 Dicembre 2019 22:03
alberto stasi ansa

Alberto Stasi (foto Ansa)

ROMA – Alberto Stasi potrebbe aver avuto ragione in merito al dna trovato sotto le unghie di Chiara. Il delitto di Garlasco, quello in cui venne uccisa Chiara Poggi e per il quale è stato condannato a 16 anni per omicidio il suo fidanzato Alberto Stasi, torna a far parlare di sé.

Dopo anni dal delitto, la Procura di Milano sembra dare ragione ai consulenti della difesa di Stasi,  la “Skp Investigazioni srl”, un’agenzia di detective. L’agenzia nel 2016 prelevò il dna di Andrea Sempio, un amico di Marco Poggi, il fratello di Chiara, da una tazza di caffè in un bar senza consenso e senza che ne fosse a conoscenza.

L’intento era confrontarlo con quello presente sotto le unghie di Chiara. I legali del giovane si opposero, ma quelli di Stasi sostenevano che un confronto avrebbe potuto ribaltare la posizione di Alberto. 

Da questa decisione naque una battaglia legale, in cui gli avvocati di Sempio chiesero tramite un esposto che la “Skp Investigazioni srl” venisse indagata per violazione del diritto di privacy. La procura di Milano ne chiese l’archiviazione, ma il gip si oppose chiedendo così che i detective fossero iscritti nel registro degli indagati.

Ora l’aggiunto Fabio De Pasquale ha chiesto nuovamente l’archiviazione sostenendo che anche se presi in modo illegittimo avrebbero di fatto potuto fare la differenza quei campioni nel processo Stasi. A riportare la decisione è il Corriere della Sera citato da Leggo. Il gip sostiene inoltre che i dati genetici sarebbero stati usati solo per il tempo necessario alle analisi. Ora a decidere cosa accadrà sarà il gip, che potrebbe decidere anche di riaprire il caso.  

Fonte: Corriere della Sera, Leggo