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Denise Pipitone, nessuna prova contro Jessica Pulizzi, dice la Cassazione

Denise Pipitone, nessuna prova contro Jessica Pulizzi, dice la Cassazione

Denise Pipitone, nessuna prova contro Jessica Pulizzi, dice la Cassazione (Foto Ansa)

ROMA – Non ci sono prove del coinvolgimento di Jessica Pulizzi nel sequestro della sua piccola sorellastra Denise Pipitone, la bambina scomparsa a 4 anni il primo settembre del 2014 da Mazara del Vallo (Trapani) e figlia di Pietro Pulizzi (padre di Jessica) e di Piera Maggio, sposata con Antonino Pipitone. Lo spiega la Corte di Cassazione, confermando il proscioglimento di Jessica già stabilito in primo e secondo grado.

Antonino Pipitone aveva fatto ricorso come esercente la potestà genitoriale insieme con la moglie, e Pietro Pulizzi aveva fatto ricorso in qualità di padre naturale. I supremi giudici ricordano però che il caso, dopo tredici anni di indagini, è ancora aperto e che la sorte di Denise “è tuttora sconosciuta”.

Ad avviso della Suprema Corte, Jessica non era l’unica ad avere in via “esclusiva” del risentimento verso Denise dato che anche a sua madre, Anna Corona (non accusata del reato) “era attribuibile lo stesso movente”.

Inoltre la sua presenza al mercato, a 500 metri dal luogo in cui scomparve Denise, non prova nulla in un centro di “ridotte dimensioni” come Mazara. In particolare, la Cassazione ritiene che il verdetto d’appello “ha motivatamente evidenziato l’inidoneità del compendio indiziario, caratterizzato oltre che dall’elevata ambiguità intrinseca di alcune evidenze e dalla stessa incertezza di alcuni dati probatori, a formare la prova ogni oltre ragionevole dubbio della colpevolezza della Pulizzi, pur non disconoscendo la sussistenza di elementi di sospetto nei suoi confronti, primo fra tutti la forte caratterizzazione del movente posseduto dalla medesima”. Il riferimento è alla gelosia di Jessica per Denise che, oltre a contenderle l’affetto del padre, con la sua nascita aveva messo in crisi la vita familiare, e al risentimento per la madre della bimba, Piera Maggio.

“Quel che posso dire – ha commentato la mamma di Denise – è che i colpevoli del rapimento non vengono da lontano. Uno sconosciuto non va nella periferia di una città come Mazara del Vallo a sequestrare bambini. Chi ha agito sapeva chi era Denise. Ci sono persone che sanno e non parlano per paura o per omertà. E’ stata rapita una bambina, non un oggetto. Basta con l’omertà, chi sa parli”.

Denise Pipitone sparì proprio davanti a casa, tra le vie Castagnola e La Bruna, a Mazara. Jessica quando venne indagata aveva 17 anni, ed è sempre stata assolta al termine dei processi svoltisi a Marsala e a Palermo. In Appello è stato anche dichiarato prescritto il reato di false dichiarazioni contestato all’ex fidanzato, Gaspare Ghaleb, condannato in primo grado a due anni.

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