Denise. Seconda udienza per la sorellastra Jessica, polemiche sulle limitazioni tv

Pubblicato il 24 maggio 2010 13:00 | Ultimo aggiornamento: 24 maggio 2010 13:19

Seconda udienza al Tribunale di Marsala per Jessica Pulizzi accusata di concorso con ignoti nel sequestro della piccola Denise Pipitone, scomparsa da Mazara del Vallo il primo settembre 2004, quando aveva 4 anni. Con Pulizzi, che è sorellastra (figlia del padre naturale di Denise) della bambina rapita, è imputato, ma per false dichiarazioni al pm, anche l’ex fidanzato Gaspare Ghaleb, 24 anni. Martedì, il Tribunale si dovrebbe pronunciare sulle eccezioni sollevate, lo scorso 16 marzo, nel corso della prima udienza.

L’avvocato Gioacchino Sbacchi, in particolare, ha nuovamente sollevato eccezione di “incompetenza” a giudicare la Pulizzi. “Spetta al Tribunale dei minorenni – ha evidenziato il legale – all’epoca dei fatti, l’imputata aveva 17 anni”.

Intanto il blog “Cerchiamodenise” polemizza sul divieto di ripresa delle udienze da parte delle Tv deciso dal tribunale. “La libertà di informazione – è scritto nel blog – quando essa è conforme ai dettami del codice deontologico del giornalista e alla Carta di Treviso, deve risultare applicabile senza limitazioni in qualsiasi contesto. Purtroppo ciò non è vero, perché durante lo svolgimento di un processo, è il giudice a stabilire i criteri di diffusione degli eventi giudiziari. Oggi ad essere accusate per il sequestro della bambina di Mazara del Vallo ci sono delle persone sulle quali gravano pesanti indizi di colpevolezza e tutto il mondo è interessato a conoscere la verità circa la sorte della piccola Denise. La limitazione alla presenza di giornalisti durante il processo, richiesta con forza dagli avvocati difensori degli imputati, ha di fatto oscurato la voce dell’informazione tanto attesa da chi segue da anni questa penosa vicenda”.

“E’ importante – prosegue – che l’opinione pubblica possa direttamente conoscere le vicende giudiziarie che riguardano la piccola Denise; tanto è stato detto di sbagliato e tanta disinformazione è stata compiuta in fase di indagine, che adesso, in fase processuale, proprio dove ormai si deve giocare ‘a carte scoperte’, i giornalisti si trovano di fronte all’ennesimo muro di gomma, al di là del quale, sotto le reticenze di chi sapeva o celate tra le pieghe della privacy, potrebbe esserci una bambina che aspetta solo di essere trovata”.