Cronaca Italia

Denisse morta per aneurisma, la mamma: “Li imploravo ma dicevano che era solo stressata”

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Denisse morta per aneurisma, la mamma: “Li imploravo ma dicevano che era solo stressata”

ROMA – “Aveva gli occhi di chi è già in coma. Li imploravo di fare una tac a mia figlia, ma continuavano a dire che era stressata”. E’ distrutta dal dolore, e ovviamente non si dà pace, la mamma di Denisse, la ragazza di 14 anni morta per aneurisma all’ospedale Sandro Pertini di Roma, dopo che il personale medico le aveva diagnosticato solamente stress.

Marta, che fa la maestra, e che ha tirato su sola Denisse e i due figli più grandi in quanto l’ex marito “è come se non ci fosse mai stato”, è stata intervistata da Alessia Marani per Il Messaggero.

Marta che cosa è successo quella mattina?
«Avevo accompagnato Denisse alle 8, non la lasciavo mai andare sola. O c’ero io o i fratelli. Ero ancora lì vicino quando mi hanno chiamato perché si era sentita male».

Come è andata al Pertini?
«Un incubo. Le toccavano la pancia, come se stessero impastando la pizza. Mi chiedevano se aveva il ciclo, che cosa aveva mangiato. Ma io che ho lavorato in Croce Rossa mi rendevo conto che invece stava molto male. La mia bambina aveva gli occhi di chi era già in coma. Le pupille che si muovevano da destra a sinistra senza mai guardare dritto. Era rigida, non ha più parlato. Vomitava saliva che era muco giallo denso, non cibo. Imploravo che si muovessero, che le facessero una Tac. Lei non si svegliava».

Quando l’hanno portata al Bambino Gesù?
«Al Pertini era entrata alle 9, al Bambino Gesù è arrivata solo alle 13,02. Ho un tarlo che mi tormenta: prima tutta quella “sua figlia è esaurita, la deve fare riposare”; a mio figlio che era fuori dicevano “porta mamma a prendere un caffè”. Invece al Bambino Gesù si sono subito fatti carico di una situazione da baratro. Com’è possibile un atteggiamento tanto diverso?».

Che cosa pensa di quei sanitari?
«Non voglio additare nessuno. Ma voglio che chi non ha saputo riconoscere quei parametri non lavori più in un pronto soccorso, che cambi mestiere. Che credevano? Che a 14 anni non si può morire?».

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