Desirée Mariottini, il racconto dell’amica: “Avevano già provato a stuprarla la sera prima”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 8 novembre 2018 13:50 | Ultimo aggiornamento: 8 novembre 2018 13:50
Desirée Mariottini, il racconto dell'amica: "Avevano già provato a stuprarla la sera prima"

Desirée Mariottini, il racconto dell’amica: “Avevano già provato a stuprarla la sera prima”

ROMA – “Lo stupro era pianificato”. Questa la tesi del pm che indaga sulla morte di Desirée Mariottini, la sedicenne di Cisterna di Latina drogata, violentata e uccisa in un palazzo abbandonato di San Lorenzo.

Il Messaggero e il Corriere della Sera hanno  pubblicato alcuni stralci degli atti depositati in vista del Riesame. Tra i verbali anche le parole di un’amica di Desirée, Antonella, che racconta: “Mi disse che un uomo aveva cercato di stuprala la sera prima. Lì nel covo di via dei Lucani avevano organizzato tutto”. 

Antonella era con Desirée e spiega: “Il 18 ottobre verso le 11.40 ricevo una telefonata da Desirée nella quale mi chiede di andare in via dei Lucani perché aveva passato la notte presso un ragazzo, di cui non mi raccontava nulla, che aveva avuto intenzione di stuprarla”.

Desirée, stando al suo racconto, era in lacrime e alla disperata ricerca di eroina e lei, impietosita, le avrebbe dato 10 euro. “Da quel momento sono diventata il suo punto di riferimento ed ha cominciato a parlare con me, aprendosi e raccontandomi cose della sua vita, anche familiare. Mi ha detto che era preoccupata di tornare a casa in quanto le avevano rubato il tablet e che la responsabile del furto era una ragazza di nome Muriel, che io conosco bene”.

Antonella avrebbe raggiunto la 16enne intorno alle 12 e insieme sarebbero andate in cerca di droga. “C’era un africano che secondo me ha pianificato tutto – ha raccontato la donna – aveva i capelli rasta con dread piccoli e una felpa gialla. Cucinava cocaina e Desirée cercava di fare un tiro. Lui le diceva di no e cercava di toccarle una spalla o una coscia come se ci stesse a provà. Lei lo scansava ma ho avuto l’impressione che potessero accordarsi”.

Antonella racconta di essere tornata dopo qualche ora e avrebbe trovato Desirée all’interno del palazzo abbandonato in compagnia anche di un altro ragazzo africano: “Una persona di m…, un viscido, un animale che si approfitta di tutte le ragazze, poiché chiede prestazioni sessuali in cambio di cocaina che, dopo il rapporto, non cede”. “I due africani – dice – la incitavano a bere vino da una bottiglia solo per lei”.

Per il procuratore aggiunto Maria Monteleone e per il pm Stefano Pizza, i quattro componenti del branco finiti in carcere avevano pianificato lo stupro: “Si sono mossi come predatori a caccia di vittime indifese come Desirée – scrivono i pm nell’integrazione alla richiesta di convalida del fermo – avendole somministrato droga, metadone e psicofarmaci per stordirla ed avendola quindi abusata sessualmente, fino a farla morire dopo ore ed ore di agonia”.

“La situazione che si stava creando era strana – racconta Antonella – si stavano radunando troppi uomini nella stanza, uno con i dread continuava a offrirle droga, cosa singolare in quanto nessuno te la offre gratuitamente, la incitavano a bere vino da una bottiglia”.

In quella bottiglia, secondo l’accusa, sarebbe stato sciolto il mix di sostanze letale. “Sono degli animali – dice Antonella – l’hanno stuprata, l’hanno drogata, senza che lei lo sapesse”.