Desirée Mariottini, chiuse le indagini: verso il processo per omicidio per i quattro indagati

di redazione Blitz
Pubblicato il 22 Giugno 2019 11:08 | Ultimo aggiornamento: 22 Giugno 2019 11:08
Desirée Mariottini, chiuse le indagini: verso il processo per omicidio per i quattro indagati

Desirée Mariottini, chiuse le indagini: verso il processo per omicidio per i quattro indagati (Foto Ansa)

ROMA – La Procura di Roma è pronta a chiedere il processo per i nigeriani Alinno Chima, Mamadou Gara, detto Paco, il ghanese Yusef Salia e il senegalese Brian Minthe accusati omicidio volontario, violenza sessuale di gruppo e cessione e somministrazione di droghe a minori nell’inchiesta sulla morte di Desirée Mariottini, la ragazza di 16 anni di Cisterna di Latina trovata senza vita la notte tra il 18 e il 19 ottobre del 2018 in un immobile abbandonato a Roma, nella zona di San Lorenzo.

Il procuratore aggiunto Maria Monteleone e il sostituto Stefano Pizza sono pronti a chiedere il rinvio a giudizio per i quattro extracomunitari arrestati nelle settimane successive alla morte della ragazza e per altre tre persone che hanno avuto un ruolo nella vicenda.

Resta quindi l’accusa primaria che era stata alla base della richiesta di misura cautelare nonostante poi il tribunale del Riesame aveva fatto cadere l’accusa di omicidio volontario per Chima e Minthe. Dopo i test del Dna però la Procura ha chiesto ed ottenuto per Chima una nuova ordinanza di custodia cautelare, il 15 aprile scorso, per l’accusa di omicidio.

Il provvedimento di conclusione delle indagini è stato notificato anche a Marco Mancini e Antonella Fauntleroy, ai quali viene contestata la cessione di sostanza stupefacente a Desierée. Per Gara, inoltre, c’è anche l’accusa di cessione di droga alla vittima prima del 18 ottobre e di prostituzione minorile. Infine una settima persona, Alexander Asumado, è accusata di cessione di sostanze ad altre persone, sempre all’interno dello stabile abbandonato.

Grazie anche al racconto di alcuni testimoni, inquirenti e investigatori hanno messo in fila i tasselli per arrivare ad un quadro probatorio sufficiente ad affrontare un processo. Di fatto Desirée sarebbe rimasta, secondo l’accusa, in balia dei quattro arrestati per diverse ore. Una lenta agonia prima della morte, in cui la giovanissima vittima era stordita da un mix letale di droga mentre, sempre secondo l’accusa, il branco avrebbe abusato più volte di lei. (Fonte: Ansa)