Desiree Mariottini, la madre: “Non trattatela da drogata, avevamo chiesto aiuto per lei”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 31 ottobre 2018 15:54 | Ultimo aggiornamento: 31 ottobre 2018 16:23
Desiree Mariottini, madre: Non trattatela come una drogata

Desiree Mariottini, la madre: “Non trattatela da drogata, avevamo chiesto aiuto per lei””

ROMA – Desiree Mariottini aveva un problema e per questo la sua famiglia si era rivolta ai servizi sociali. La mamma Barbara non ci sta a sentir definire la figlia 16enne stuprata e uccisa dai pusher nel quartiere San Lorendo di Roma come una “drogata“. La donna sottolinea che proprio lei e il marito si erano rivolti ai servizi sociali per avere aiuto con Desiree e la sua inquietudine e ribadisce di non averla trascurata.

Il dolore per la famiglia di Desiree è grande. La figlia di 16 anni è stata violentata e uccisa nella notte tra il 18 e il 19 ottobre in un palazzo degradato nel centrale quartiere di San Lorenzo a Roma. Barbara Mariottini al settimanale Grazia racconta: “Hanno scritto che la mia Desirée non era altro che una drogata, come se questo fosse un buon motivo per morire a quel modo e a 16 anni. Hanno lasciato intendere, suggerito, insinuato che io fossi, in realtà, una tossicodipendente, che non seguissi mia figlia e che l’avessi abbandonata. Non è vero e lo trovo ignobile. Quei balordi hanno violato mia figlia, ma la stampa, i social e le tv stanno violando adesso anche me e la mia famiglia”. 

La mamma di Desiree ha poi aggiunto: “Non abbiamo trascurato l’inquietudine di Desirée. Sapevamo di avere un problema. Siamo stati noi stessi a rivolgerci ai servizi sociali. Abbiamo chiesto aiuto a chi doveva darci una mano, ma evidentemente non è servito. Io stessa, molte volte, l’ho accompagnata a Roma, ma certo mai in quei luoghi, mai a san Lorenzo. Mia figlia non ha mai frequentato quella sporcizia”.

E non ci sta a definire i pusher amici della sua bambina: “Non erano certi quei balordi imbottiti di droghe, pasticche. I precedenti penali di mio marito sono stati il pretesto per mostrificarci. Si prova sempre a fare i genitori. Si dice che sia un esercizio. Anche noi, come tutti, abbiamo tentato. Io e il padre di Desirée ci siamo allontanati come può accadere a qualsiasi coppia e io ho avuto assegnata la patria potestà. Ma loro due avevano un rapporto bellissimo. Per ridurre tutto si dice: Se l’è cercata. Come se la colpa fosse sua. Me la vogliono trattare come una drogata. Hanno abusato di mia figlia da viva, stanno continuando a farlo anche ora che è morta”.