Di Girolamo e Mokbel volevano “farsi” un’isola a Dubai

Pubblicato il 9 Marzo 2010 14:08 | Ultimo aggiornamento: 9 Marzo 2010 14:08

Dubai

La “cricca” del maxi riciclaggio Fastweb e Telecom sognava di comprarsi un’intera isola artificiale a Dubai. Nicola Di Girolamo e Gennaro Mokbel sognavano un arcipelago formato da più di 300 isole posizionate in modo tale che viste da un aereo avessero la forma del mondo, con tanto di continenti. Una cosa da nababbi, insomma, degna dei più ricchi ed eccentrici vip di Hollywood.

Costo delle isole? Da 1 a 15 milioni di euro ciascuna. Proprietaria era quella Dubai World che a fine novembre è arrivata a un passo dal crack finanziario, soffocata dai debiti per 60 miliardi di dollari.

Ma più che alle “vacanze da sogno” la cricca di Mokbel aveva in mente il mattone: una colossale speculazione edilizia. Lo svela in più di una intercettazione proprio l’ex senatore Di Girolamo: «C’ho dei clienti che vogliono prendere l’esclusiva per tutta la parte relativa all’Italia». Detto fatto la cricca compra biglietti aerei e nel 2007 vola alla volta di Dubai per realizzare l’affare.

La mente finanziaria delle operazioni per gli inquirenti è un finanziere romano, Marco Toseroni. Mokbel, che ha un debole per il soprannome lo chiama a volte “er fattura” altre volte “pin”. Toseroni è uno che ha studiato economia a New York ed ha un master Mba. Secondo l’accusa è anche l’uomo che si occupa di piazzare in giro per il mondo i diamanti di Mokbel e che propone al gruppo gli investimenti redditizi come Dubai e come una serie di movimenti immobiliari in Romania.