“Di Pietro si laureò grazie ai Servizi”: Berlusconi paga e scansa diffamazione

di Redazione Blitz
Pubblicato il 3 Marzo 2015 9:01 | Ultimo aggiornamento: 3 Marzo 2015 9:01
"Di Pietro si laureò grazie ai Servizi": Berlusconi paga e scansa diffamazione

Antonio Di Pietro, Silvio Berlusconi

VITERBO – “Antonio Di Pietro si è laureato grazie ai Servizi”. Così Silvio Berlusconi andò all’attacco dell’ex leader dell’Idv in un comizio a Viterbo. Era il 26 marzo del 2008 e Di Pietro lo querelò all’istante per diffamazione. A distanza di sette anni i due hanno fatto pace: Berlusconi pagherà e l’ex pm ha ritirato la denuncia. Non è dato sapere a quanto ammonti l’assegno ma, come riportato dal sito www.tusciaweb.eu, sarebbe comunque di importo superiore ai 10 mila euro.

L’accordo è stato ratificato dinanzi al giudice di pace di Viterbo dagli avvocati Niccolò Ghedini, per Berlusconi e Maria Raffaella Talotta, per Di Pietro. Assenti entrambi i protagonisti.

L’episodio, come si è detto, risale al 2008: Silvio Berlusconi in comizio al Palamalè di Viterbo si scaglia contro l’ex pm di Mani Pulite sostenendo non solo che si era

“laureato grazie ai servizi, perché non è possibile che l’abbia presa uno che parla così l’italiano”

Ma anche che l’ex magistrato,

“rappresenta il peggio del peggio, perché ha mandato in galera gli italiani senza prove”

Ne è nata una lunga battaglia giudiziaria a colpi di ricorsi. La Camera dei deputati aveva inizialmente riconosciuto l’immunità a Berlusconi, confermata dal giudice di pace di Viterbo, secondo il quale il leader di Forza Italia non era punibile in quanto facente funzioni di parlamentare. L’articolo 68 della Costituzione stabilisce infatti che nessun membro delle Camere può essere chiamato a rispondere delle opinioni espresse nell’esercizio delle loro funzioni. Di qui il ricorso vinto in Cassazione da Di Pietro e la trasmissione degli atti in Corte Costituzionale. Quest’ultima annullò l’immunità deliberata dalla Camera e rinviò il processo a Viterbo con Di Pietro costituitosi parte civile. Alla fine ha prevalso la conciliazione.