Dina Dore, uccisa 5 anni fa a Gavoi. Pierpaolo Contu condannato a 16 anni

di redazione Blitz
Pubblicato il 24 Dicembre 2013 16:39 | Ultimo aggiornamento: 24 Dicembre 2013 16:42
Dina Dore, uccisa 5 anni fa a Gavoi. Pierpaolo Contu condannato a 16 anni

Dina Dore e il marito Francesco Rocca

SASSARI – Fu Pierpaolo Contu ad uccidere la casalinga Dina Dore, nel garage della sua casa a Gavoi, in provincia di Nuoro, nel marzo 2008. Almeno secondo un primo verdetto emesso dal Gup del tribunale dei minori di Sassari, Antonio Minisola, che ha condannato a 16 anni Contu, all’epoca dei fatti diciasettenne. Secondo i giudici fu lui l’esecutore materiale dell’omicidio per conto del marito della vittima, Francesco Rocca, attualmente a giudizio come presunto mandante davanti alla Corte d’Assise di Nuoro. Il pm Luisa Fenu aveva chiesto una condanna a 18 anni.

Contu e il marito della vittima, il dentista di 44 anni Francesco Rocca, erano stato arrestati dalla Polizia a distanza di cinque anni dall’omicidio, dopo una clamorosa svolta nelle indagini.

La sentenza è arrivata la vigilia di Natale, dopo tre ore e mezza di camera di consiglio. Il giovane imputato, difeso dagli avvocati Gianluigi Mastio e Mariella Masia, ha sempre negato di aver ucciso Dina Dore, indicando il fratello della vittima Giuseppe Dore ed il cognato Rino Zurru, come depositari del suo alibi. Contu aveva detto che al momento dell’omicidio, si trovava con loro in un bar di Fonni, ma i due testimoni non hanno confermato questo particolare.

Ventitré anni compiuti lo scorso 30 giugno, operaio, due fratelli, e fino allo scorso anno anche una fidanzata, Contu conduceva una vita normale a Gavoi, fino al 2 novembre dell’anno scorso. Quando alcuni agenti di polizia lo prelevano da un bar del paese, lo portano in commissariato e cominciano a fargli domande circa la sua amicizia con Francesco Rocca, per sapere dove fosse quella tragica notte del 26 marzo 2008. Contu, poco dopo, ascoltato al telefono con la madre, disse: “Mi stanno interrogando su delle pazzie”. Ancora non sapeva che nella stanza accanto, il suo amico e compaesano Stefano Lai aveva raccontato alla polizia che proprio lui, quattro anni e mezzo prima, gli aveva confessato di aver ucciso Dina Dore, su incarico del marito.

Contu verrà arrestato come Rocca soltanto dopo alcuni mesi, il 28 febbraio. Secondo quanto ricostruito dai magistrati della Dda di Cagliari e dalle Squadre Mobili di Cagliari e di Nuoro, quello che sembrava un tentativo di sequestro fu solo una messa in scena per cercare di nascondere il vero obiettivo di chi, nel marzo del 2008, aggredì la casalinga di 37 anni davanti agli occhi inconsapevoli della figlia di appena otto mesi.

Scartata la pista del rapimento, gli inquirenti avevano poi imboccato quella che portava al marito della vittima, il dentista Francesco Rocca, che ha sempre descritto la relazione con la moglie come idilliaca. In realtà tra i due c’era una forte tensione, come testimoniano i messaggi astiosi che si scambiavano i coniugi a ridosso del delitto. Inoltre, dalle indagini è emerso che il dentista aveva un’amante. E così, per liberarsi della moglie, avrebbe orchestrato il delitto – secondo l’accusa – poi materialmente eseguito da altri.