Catania. Operai Windjet tornano all’aeroporto Fontanarossa: riprende la protesta

Pubblicato il 25 agosto 2012 9:15 | Ultimo aggiornamento: 25 agosto 2012 14:42

aereo windjet a terraCATANIA – I dipendenti di Windjet riprendono la protesta all’aeroporto Fontanarossa di Catania. Dopo alcuni giorni di stop ed un’assemblea indetta da Cgil, Cisl e Uil i dipendenti sono tornati in aeroporto all’alba del 25 agosto. La manifestazione si è poi conclusa intorno alle ore 10.

Tra piloti, assistenti di volo e dipendenti della Katane Handling, una delle aziende dell’indotto della compagnia aerea, sono un centinaio i manifestanti che si sono riuniti. I lavoratori della compagnia aerea, con fischietti e megafono, hanno manifestato all’interno dello scalo scandendo slogan come ”Vogliamo lavorare”.

A sfilare tra i passeggeri anche alcune assistenti di volo con le mani legate con il foulard della divisa dentro un carrello usato per trasportare i bagagli fuori misura. I dipendenti della compagnia low cost hanno inoltre esposto alcuni cartelli con le scritte a pennarello ”La Sicilia senza Wind Jet è sempre più isola…ta’”. Sopra un cartellone capovolto con la foto di un aereo della compagnia un altro cartellone con la scritta ”504 dipendenti vogliono tornare a volare”.

La protesta è scattata dopo il fallimento della compagnia aerea low cost, giunto con il mancato accordo per la salvezza con la compagnia di bandiera italiana di Alitalia. La manifestazione si è poi conclusa, ma un’altra è in programma martedì 28 settembre davanti alla Prefettura di Catania.

Rosaria Rotolo, segretario territoriale della Cisl etnea, ha detto: “Siamo qui stamane insieme ai lavoratori, in attesa che ci siano novità sul fronte Windjet e sull’impegno del governo, per tenere alta la protesta e l’attenzione sull’aeroporto di Catania, che è importante e strategico per il territorio e l’intera regione”.

Rotolo ha reso noto che martedì 28 settembre  i sindacati parteciperanno nella Prefettura di Catania ad un incontro sul tema della Windjet tra il prefetto e l’assessore regionale al Lavoro Giuseppe Spampinato. ”Insieme Cgil Cisl e Uil – ha detto – chiederemo un impegno per la convocazione del presidente dell’Enac, di tutti i rappresentanti delle società di handling dello scalo e della Sac per creare un protocollo che possa salvaguardare tutti i lavoratori dell’indotto che lavorano nell’aeroporto. Per ciò che riguarda i 504 lavoratori di Windjet in cassa integrazione – ha concluso Rotolo – pretenderemo che si possano, al di la’ di quella che sara’ la proprietà di Windjet, ricollocare all’interno di societa’ di trasporto aereo”.

Gianni Platania, del dipartimento nazionale della Filt Cisl, ha dichiarato: “A Pulvirenti chiediamo velocità e non la calma che va predicando. La prossima settimana o ci sono risposte o attueremo qualche altra iniziativa. Questa assemblea serve a tenere viva l’attenzione sul problema Windjet, che non si è esaurito con il passaggio al ministero fatto il 14 agosto scorso e che è vivo per i passeggeri e i lavoratori di Windjet e dell’indotto”.

“Abbiamo chiesto alla società’ un atto concreto – ha proseguito Platania – perché ha annunciato più volte che ha a cuore i problemi dei lavoratori e un atto concreto sarebbe quello di pagare le competenze ai dipendenti che oggi sono in cassa integrazione. Aspettiamo risposte per un problema che è solo la punta dell’iceberg dei grandi problemi del trasporto aereo italiano, che è una sorta di Far West senza regole, dove si assiste a una concorrenza spietata tra vettori che non hanno regole di comportamento che li mettono tutti sullo stesso piano”.

Platania ha poi concluso: “Ci sono compagnie come le low cost straniere che utilizzano lavoratori italiani con contratti fatti in Irlanda. Allora ben venga la mobilità dei passeggeri, è una cosa che va garantita, ma non si può garantirla a tutti i costi senza pensare che poi chi lavora nel settore non ha tutele”.