Disabile messo faccia al muro a scuola FOTO. La maestra di sostegno: “Un esperimento”

di redazione Blitz
Pubblicato il 28 settembre 2018 0:10 | Ultimo aggiornamento: 28 settembre 2018 0:10
disabile scuola Crotone

Il bimbo disabile messo faccia al muro nella scuola di Crotone

CROTONE – Faccia al muro e spalle rivolte alla classe. Così doveva sedersi un bambino portatore di handicap nell’aula che frequenta in una scuola di Crotone. Una postura assurda che ha portato all’avvio, da parte dell’istituto, della procedure previste per sanzionare i responsabili.

A scoprirlo è stato casualmente il padre che, un giorno, ha notato il bambino in quella strada posizione. L’uomo ha pensato che fosse un gesto del momento.  Ma poi sì è accorto che ogni volta che entrava in classe, il figlio assumeva sempre la stessa posizione, seduto al banco faccia al muro e le spalle rivolte ai compagni ed alle maestre.

Deciso a chiarire cosa stesse accadendo a suo figlio, l’uomo ha chiesto spiegazioni direttamente alle maestre e si è sentito rispondere che era “un esperimento della maestra di sostegno”. Il padre del bambino ha quindi deciso di interessare il Garante per l’infanzia e l’adolescenza della Regione Calabria Antonio Marziale che si è subito attivato.

Per prima cosa ha telefonato al dirigente scolastico. Quest’ultimo, che nel frattempo era venuto a conoscenza della vicenda, ha quindi informato il Garante di avere già attivato le procedure previste per sanzionare i responsabili.

Marziale ha quindi ringraziato il dirigente scolastico e quello dell’ufficio provinciale per la rapidità dell’intervento, “che dimostra – ha affermato – come la scuola debba intervenire, proprio per salvaguardare la dignità umana e professionale di quanti vi lavorano, nella stragrande maggioranza con perizia e cura”, ma è deciso ad andare avanti.

“Degli accadimenti – ha affermato Marziale – relazionerò alle autorità competenti, magistratura minorile in primo luogo, perché non è tollerabile che un santuario della tutela e della formazione dei nostri bambini divenga, invece, luogo di tortura. I genitori hanno il diritto di essere sicuri che i figli sono custoditi con amore. Chi non è in grado di garantire questa sicurezza, cambi mestiere”.