Vajont, dal disastro all’energia: sarà costruito un impianto idroelettrico. Ma i “sopravvissuti” si oppongono

Pubblicato il 12 Novembre 2010 12:22 | Ultimo aggiornamento: 12 Novembre 2010 12:55

Il torrente Vajont produrrà energia elettrica: infatti a Castellavazzo (Belluno), in località Ponte Campelli, sarà costruito un impianto idroelettrico. L’accordo tra i comuni di Castellavazzo, Logarone ed Erto e Casso è stato siglato il 28 ottobre. Oltre ai tre comuni, il progetto coinvolge la società “En&En” e la ditta zoldano-friulana “Martini e Franchi”.

“L’impianto”, si legge nell’accordo, “non interferisce nel bacino del Vajont, non crea turbative di carattere ambientale, poichè l’acqua utilizzata viene subito scaricata a valle, è di scarso impatto sul luogo, per cui l’iniziativa è rispettosa di precedenti decisioni prese dalle amministrazione comunali e della popolazione locale”.

L’esondazione del Vajont, il 9 ottobre 1963, provocò più di duemila vittime. E proprio il Comitato Sopravvissuti Vajont non è d’accordo con l’iniziativa: spiega Micaela Coletti che “tutto è iniziato con acqua e soldi e in acqua e soldi rischia di finire. Dire che siamo contrari è poco: il posto è sacro e ha un valore che travalica i confini della nostra terra, un valore nazionale”.