Discoteca, il 5 giugno esperimento col Green Pass al Fabrique di Milano e al Praja di Gallipoli

di Alberto Francavilla
Pubblicato il 17 Maggio 2021 9:50 | Ultimo aggiornamento: 17 Maggio 2021 9:50
Discoteca, il 5 giugno esperimento col Green Pass al Fabrique di Milano e al Praja di Gallipoli

Discoteca, il 5 giugno esperimento col Green Pass al Fabrique di Milano e al Praja di Gallipoli (Foto d’archivio Ansa)

Discoteca, il 5 giugno esperimento col green pass al Fabrique di Milano e al Praja di Gallipoli. Esperimento a numero chiuso, circa 2mila persone dotate di pass vaccinale. Un test per vedere se è possibile riaprire le discoteche (in sicurezza) d’estate.

Discoteca, esperimento Green Pass il 5 giugno al Fabrique di Milano e al Praja di Gallipoli

Il test partirà a giugno, dunque alla vigilia dell’estate, in due templi del ballo giovane e delle serate, ovvero il Fabrique di Milano e il Praja di Gallipoli. Due diversi locali, il primo al chiuso e il secondo all’aperto. Saranno il luogo di un esperimento chiave soprattutto per i gestori dei night club in vista dell’estate, ma non solo.

5 giugno, 2mila persone al Praja di Gallipoli

Il primo test avrà luogo il 5 giugno e riguarderà proprio il Praja. La grande discoteca di Gallipoli, che lo scorso anno, prima della serrata del divertimento giovane causa Covid, fu al centro delle polemiche per un’affollatissima serata col dj Bob Sinclar immortalata sui social anche dallo stesso dj.

A Gallipoli dunque, mimando i test già avvenuti in Spagna ed in alcune città europee, si svolgerà l’evento-prova con duemila persone. Resteranno insieme per ore a ballare con la mascherina, che ovviamente si potrà abbassare per il tempo di un drink, ma senza distanziamento e si entrerà soltanto muniti di green pass, ovvero l’attestazione del ciclo vaccinale completo, un tampone negativo o un attestato di guarigione. Il risultato di questo test sarà inequivocabile e arriverà quasi subito. Infatti alla fine della serata i ragazzi dovranno sottoporsi a un nuovo tampone e capire se tra la gente in pista, nei bagni o nei privé il virus si è diffuso. “Abbiamo l’autorizzazione della Regione Puglia”, chiarisce Pasca, tra gli organizzatori dell’iniziativa.

Esperimento nelle discoteche: obiettivo poter ballare in estate

L’obiettivo dei gestori è quello di poter arrivare a “discoteche covid-free“. Affinché i 2.800 locali sparsi in Italia, e questo è solo il numero di quelli al chiuso ai quali si aggiungono i tanti spazi en plein air che sorgono l’estate, tornino a lavorare dopo diversi mesi di stop.

E soprattutto dopo l’estate horribilis 2020 quando le discoteche chiusero nel bel mezzo di agosto gettando nello sconforto non solo i gestori, che videro andare in fumo i guadagni nel pieno della stagione estiva dopo essersi preparati ed avere fatto scorte di alcolici e bevande, ma anche torme di adolescenti e giovanissimi che speravano in un’estate normale.

Il protocollo sanitario per le discoteche

I gestori delle discoteche ora stanno lavorando ad un protocollo sanitario per i locali. E intendono consegnarlo al Comitato Tecnico Scientifico affinché sia valutato. Il documento – sottoscritto dai virologi Pierluigi Lopalco e Matteo Bassetti – prevede, oltre all’obbligo di mascherina e green pass, anche l’uso di materiali mono uso, l’acquisto dei biglietti online. In questo modo si potrà tranquillamente ballare stando vicini. Per qualche ora abbracciarsi in pubblico non sarà proibito.

Vaccinazioni anche nelle discoteche?

Non solo. Il mondo del divertimento giovanile tende anche una mano al Commissario per l’Emergenza, Francesco Figliuolo e lancia una proposta concreta: “Offriamo la nostra disponibilità ad organizzare open day per le somministrazioni anche nelle discoteche in vista di eventi estivi, affinché nella campagna vaccinale possano essere raggiunti sempre più ragazzi – annuncia il presidente Silb-Fipe, l’associazione italiana imprese ed intrattenimento, Maurizio Pasca – Serviranno gazebo e spazi esterni, ma se il governo lo ritenesse opportuno ne potremmo discutere. Noi siamo disponibili: prima si vaccinano tutti prima si torna alla normalità, ognuno deve dare il suo contributo”.