Divano letto soffoca 13enne ad Asti, si è richiuso mentre il ragazzo stava dormendo

di Redazione Blitz
Pubblicato il 4 Ottobre 2021 - 09:50 OLTRE 6 MESI FA
Divano letto soffoca 13enne ad Asti, si è richiuso mentre il ragazzo stava dormendo

Divano letto soffoca 13enne ad Asti, si è richiuso mentre il ragazzo stava dormendo FOTO ANSA

Il divano letto si è richiuso sopra di lui e lo ha ucciso soffocandolo: è così che un tredicenne è morto nel pomeriggio di domenica ad Asti. Morto mentre dormiva, incastrato in quel letto a scomparsa che avrebbe dovuto garantirgli un sonno sicuro. Di origini senegalesi, il ragazzino era solo in casa. Quando il cugino lo ha trovato imprigionato in quella trappola era ormai tardi per salvarlo.

L’incidente mortale con il divano letto

Ancora tutta da chiarire la dinamica dell’incidente per dare una spiegazione alla tragedia. Forse una molla difettosa. Forse un errore nell’aprire e nel bloccare il divano letto, “di quelli con le reti che si richiudono come tagliole”, spiegano i carabinieri, con i vigili del fuoco e con i sanitari del 118 nell’appartamento di via Zangrandi, non lontano dal centro. Ed ora nel condominio i vicini di casa si disperano per quel tredicenne benvoluto da tutti che frequentava la terza media in città. I genitori, che ad Asti vivono e lavorano da anni, stanno tornando ora dal Senegal.

La scoperta drammatica del cugino

A dare l’allarme il cugino, a cui il ragazzo era stato affidato, appena rientrato a casa da fare un po’ di spesa. Quando ha aperto la porta si è subito reso conto che qualcosa non andava bene, troppo irreale il silenzio calato tra le mura che fino a poco prima avevano ospitato le risate del giovane. “Aiuto, vi prego aiutatemi”, le grida che hanno fatto scattare la chiamata al 112. I soccorsi sono stati immediati, ma per il tredicenne non c’è stato nulla da fare: “Il divano letto si è trasformato nella sua tomba”, dice un vicino senza riuscire a nascondere le lacrime. “E’ una tragedia assurda, incomprensibile, non si può morire a tredici anni – aggiunge – non si può morire così…”.