Divorzio, nell’assegno di mantenimento non conterà più soltanto il “tenore di vita”

di redazione Blitz
Pubblicato il 14 maggio 2019 22:30 | Ultimo aggiornamento: 15 maggio 2019 2:10

ROMA – “Soddisfazione” è stata espressa dal sottosegretario alla Giustizia, Jacopo Morrone, per l’approvazione avvenuta alla Camera (nessun voto contrario, 386 si e 19 astenuti) della proposta di legge che regola la disciplina dell’assegno spettante in seguito allo scioglimento di un matrimonio.

L’obiettivo è quello di aggiornare e migliorare questa materia rispetto a una realtà sociale certamente mutata nel corso degli anni – spiega Morrone – arrivando a un intervento normativo che superi la ‘visione patrimonialistica del matrimonio’ quale sistemazione definitiva.

Non è infatti da ritenere più attuale il riferimento al tenore di vita goduto durante il matrimonio come parametro per la determinazione dell’assegno in esame. Le modifiche, che intervengono sull’art. 5 della legge in materia di ‘divorzio’ (898/1970), stabiliscono che, con la sentenza che pronuncia lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio, il Tribunale possa disporre l’attribuzione di un assegno a favore di un coniuge tenuto conto di determinate circostanze: la durata del matrimonio; le condizioni personali e economiche in cui i coniugi vengono a trovarsi dopo lo scioglimento del matrimonio; l’età e lo stato di salute del soggetto richiedente; il contributo personale e economico dato da ciascun coniuge alla conduzione famigliare e alla formazione del patrimonio di ognuno o di quello comune; il patrimonio e il reddito netto di entrambi; la ridotta capacità reddituale dovuta a ragioni oggettive, anche in considerazione della mancanza di un’adeguata formazione professionale o di esperienza lavorativa, quale conseguenza dell’adempimento dei doveri coniugali nel corso della vita matrimoniale; l’impegno di cura di figli comuni minori, disabili o comunque non economicamente indipendenti.

Un’altra novità riguarda la possibile temporaneità dell’attribuzione, in caso di difficoltà economiche transitorie. Si stabilisce, inoltre, che l’assegno non è dovuto, non solo in caso di nuove nozze, ma anche in caso di unione civile con altra persona o di stabile convivenza del richiedente, anche non registrata”