Divorzio breve, tribunali nel caos: 200mila coppie alla carica, si parte il 26/5

di Redazione Blitz
Pubblicato il 25 Maggio 2015 9:52 | Ultimo aggiornamento: 26 Maggio 2015 11:31
Divorzio breve, tribunali nel caos: 200mila coppie alla carica, si parte il 26/5

Divorzio breve, tribunali nel caos: 200mila coppie alla carica, si parte il 26/5

ROMA – Divorzio breve, tribunali nel caos: 200mila coppie alla carica, si parte il 26/5. Dal 26 maggio dirsi addio per un matrimonio finito sarà più rapido: entra in vigore il cosiddetto “divorzio breve”, la nuova disciplina che consente di divorziare in un anno o in 6 mesi se la separazione è stata consensuale: significa che dal momento in cui i coniugi si sono presentati in tribunale è ridotto a sei mesi (o un anno) il tempo che deve passare prima che il giudice accolga l’istanza di divorzio. E’ detto breve perché prima di anni ne servivano tre (e prima ancora 5): ma è tutt’altro che automatico, a decidere è sempre un giudice che deve emettere sentenza (il rito immediato è stato accantonato al momento del varo della legge in Parlamento).

Da Milano a Napoli scatta domani l’ora X in tutti i tribunali d’Italia. E i magistrati hanno già lanciato l’allarme: si prevede un ingorgo di cause, con la previsione di 200mila possibili domande di divorzio, da domani le cause in corso potranno chiedere l’accesso al rito accelerato. Circa 135mila domande iscritte a ruolo negli ultimi due anni avranno maturato i tempi di sei mesi o un anno necessari. Poi ci sono circa 30mila le separazioni giudiziali in lista d’attesa. Antonello Cherchi del Sole 24 Ore ha raccolto tutta la preoccupazione dei magistrati che dovranno affrontare l’emergenza.

Gloria Servetti, presidente della sezione che si occupa del diritto di famiglia, non minimizza. «Questa riforma ci affosserà», afferma, riferendosi agli sforzi compiuti fino a oggi per ridurre a due mesi la fissazione della separazioni consensuali e a un mese quella dei divorzi congiunti. Risultati che rischiano di essere travolti dall’ondata dei procedimenti in corso e pronti a passare al divorzio breve: «Abbiamo calcolato che i 5mila fascicoli, tra separazioni consensuali e giudiziali, che trattiamo mediamente ogni anno potrebbero – spiega Servetti – anche triplicarsi o quadruplicarsi. E margini per aumentare la produttività non ce ne sono: gli organici sono già al massimo dello sforzo». (Antonello Cherchi, Il Sole 24 Ore).