Divorzio facile, mezzo flop: con figli o beni da dividere costa troppo

di Redazione Blitz
Pubblicato il 10 febbraio 2015 11:13 | Ultimo aggiornamento: 10 febbraio 2015 11:13
Divorzio facile, mezzo flop: con figli o beni da dividere costa troppo

Divorzio facile, mezzo flop: con figli o beni da dividere costa troppo

ROMA – Divorzio facile, mezzo flop: con figli o beni da dividere costa troppo. Non c’è stata alcuna corsa per approfittare della nuova legge che consente di sciogliere più velocemente il vincolo matrimoniale. A meno che i divorziandi non abbiano figli o beni in comune da dividere, nelle grandi città si registra il mezzo fallimento della “negoziazione consensuale” con il sostegno di due avvocati: gli italiani sembrano al momento preferire il vecchio tribunale civile. La motivazione più ovvia è legata alle spese da sostenere.

Bisogna pagare due avvocati, mentre per le separazioni in tribunale l’avvocato non è obbligatorio e per il divorzio ne serve uno solo. Viceversa, senza prole o beni da dividere o alimenti da assegnare, la legge consente di risolvere la pratica in municipio: dopo un mese di tempo per riflettere, se non ci sono ripensamenti, il sindaco scioglie il matrimonio.

La procedura di conciliazione cogestita dagli avvocati delle due parti è stata richiesta da 10 coppie a Torino, 15 a Milano, 30 a Roma, 35 a Genova. Mentre il vecchio modo di separarsi o divorziare ha registrato 177 casi a Torino, 264 a Milano, 580 nella capitale e 150 nel capoluogo ligure. Un successone incassa invece la nuova pratica in municipio.

Ben 144 coppie a Roma, 130 nel capoluogo piemontese, 90 a Milano e 70 a Genova. Il sindaco, ufficiale di stato civile, assegna un tempo di trenta giorni agli sposi per riflettere sulla scelta: se un mese dopo non si ripresentano, l’accordo salta. Altrimenti è fatto, saltando la parcella per gli avvocati (che restano comunque una scelta facoltativa), tribunali e estenuanti attese di udienze. (Grazia Longo, La Stampa)