Il divorzio lampo al tempo del Coronavirus: in alcuni tribunali basta una mail

di Redazione Blitz
Pubblicato il 11 Maggio 2020 14:10 | Ultimo aggiornamento: 11 Maggio 2020 14:12
Il divorzio lampo al tempo del Coronavirus: in alcuni tribunali basta una mail

Divorzio lampo al tempo del coronavirus (Ansa)

ROMA – L’emergenza coronavirus, complice la quasi totale paralisi dei tribunali civili, ha accorciato i tempi di separazioni e divorzi.

Quelli in cui la volontà di separarsi o divorziare era stata espressa e ribadita, cioè nei divorzi congiunti e nelle separazioni consensuali.

Invece di aspettare il ritorno alla normalità e quindi mesi per presentarsi all’udienza, i separandi potranno sottoscrivere una dichiarazione che l’avvocato provvederà a trasmettere al giudice. Con una semplice mail.

Ricevuta l’omologa, la coppia sarà formalmente scissa: succede a Vercelli e a Torino, a Monza e a Verona, segnala Luigi Ferrarella sul Corriere della Sera.

“In queste sedi è stato cioè ammesso che i difensori, «a causa dell’ emergenza epidemiologica e delle sottese esigenze di tutela della salute, che impongono, tra le altre cose, il rispetto del distanziamento sociale», possano «convenire sulla scelta della cosiddetta trattazione scritta, facendo pervenire al Presidente in via telematica, almeno due giorni prima della cosiddetta udienza virtuale, una dichiarazione sottoscritta dalle parti»”.

Nella dichiarazione, in sostanza, le parti ribadiscono la determinazione di non volersi riconciliare e sottoscrivono di essere a  conoscenza e non di non avere obiezioni sul fatto che non presenzieranno fisicamente all’udienza.

Rinunciano a un diritto, e alla possibilità che il giudice, di persona, faccia “rilevare alla coppia – conclude Ferrarella – che le condizioni della separazione pattuite sono più ambigue e meno risolutive di quanto i due coniugi a volte percepiscano”.

Si capirà alla fine della bufera se i tribunali accantoneranno questa corsia preferenziale via mail come necessità contingente ed emergenziale da non ripetere. (fonte Corriere della Sera)