Dolce e Gabbana condannati a un anno e 8 mesi: “Evasione da 1 miliardo”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 19 Giugno 2013 16:50 | Ultimo aggiornamento: 25 Luglio 2013 19:52
Dolce e Gabbana condannati a un anno e 8 mesi: "Evasione da 1 miliardo"

Dolce e Gabbana condannati a un anno e 8 mesi: “Evasione da 1 miliardo”

MILANO – Gli stilisti Domenico Dolce e Stefano Gabbana sono stati condannati a un anno e 8 mesi dal Tribunale di Milano in relazione ad una presunta evasione fiscale da circa un miliardo di euro.

Domenico Dolce e Stefano Gabbana sono stati condannati a un anno e 8 mesi, ma la presunta evasione fiscale da circa un miliardo di euro si riduce a circa 200 milioni, perché per la restante parte arriva l’assoluzione nel merito.

Si è definito cosi’, in primo grado, il processo milanese ai due stilisti, con una conclusione che soddisfa certamente la Procura, anche perché per gli stessi fatti in udienza preliminare era arrivato il proscioglimento, ma in parte anche le difese, che vedono cadere una ‘grossa fetta’ delle contestazioni.

”L’assoluzione degli stilisti per le dichiarazioni dei redditi individuali risulta al contempo clamorosa e drammatica, poiché per il medesimo fatto che oggi il tribunale ha dichiarato insussistente, l’Agenzia delle Entrate potrà procedere agli atti esecutivi nei loro confronti per una cifra stratosferica e irreale di oltre 400 milioni di euro”, hanno commentato i legali degli stilisti, Massimo Dinoia, Fortunato Taglioretti e Armando Simbari.

La paura è per le conseguenze economiche e il futuro dell’azienda. Nel pomeriggio il giudice della seconda sezione penale, Antonella Brambilla, ha inflitto un anno e 8 mesi ai due fondatori della multinazionale della moda e al loro commercialista, Luciano Patelli, e ha condannato altri 3 manager del gruppo (Cristiana Ruella, Giuseppe Minoni e Alfonso Dolce, fratello di Domenico) a un anno e 4 mesi. Assolto, invece, come chiedeva anche la Procura, Antoine Noella, altro ex manager. Il giudice ha riconosciuto ai due stilisti e agli altri condannati le attenuanti generiche e anche il beneficio della sospensione condizionale della pena.

Secondo le indagini dei pm Laura Pedio e Gaetano Ruta, Dolce e Gabbana avrebbero messo in piedi un’operazione di ‘esterovestizione‘ che gli avrebbe portato notevoli ”risparmi” fiscali: un ‘piano’ realizzato tramite la creazione, avvenuta nel 2004, della Gado, società di diritto lussemburghese che risultava essere la proprietaria di due marchi del gruppo D&G ma che di fatto sarebbe stata gestita in Italia.

I pm, che avevano chiesto 2 anni e 6 mesi di reclusione per i due fondatori della ‘maison’ e 3 anni per Patelli, contestavano una presunta evasione fiscale da circa un miliardo di euro in totale e l’avevano descritta come una ”frode fiscale sofisticata”, ‘certificata’ da ”prove granitiche”.

Ai due stilisti e ad altri imputati venivano imputati due reati, l’omessa dichiarazione dei redditi e la dichiarazione infedele, ma il giudice ha riconosciuto le responsabilità solo per il primo reato che faceva riferimento ad una presunta evasione da 200 milioni di euro sull’imponibile della società Gado.

Per il secondo reato (gia’ prescritto) è arrivata, invece, l’assoluzione ”perché il fatto non sussiste”. Dolce e Gabbana, tra l’altro, avevano rinunciato a chiedere la prescrizione per questa contestazione perché volevano l’assoluzione nel merito, che è arrivata. In sostanza, è rimasta in piedi l’accusa relativa alla ‘esterovestizione’ della società e della sua presunta gestione, di fatto, in Italia, ma non quella dei presunti 800 milioni di euro non dichiarati al Fisco italiano.

”Leggeremo le motivazioni e impugneremo in appello”, ha spiegato, in ogni caso, l’avvocato Dinoia. Mentre gli avvocati Giuseppe Bana e Fabio Cagnola, difensori di Patelli, hanno fatto notare come ”la sentenza del tribunale, pur condannando, non ha tuttavia condiviso lo schema di pena, proposto dal pm”.

L’Agenzia delle Entrate poi chiedeva una provvisionale di 10 milioni di euro, ma il giudice ha rimodulato la cifra a carico degli stilisti e degli altri condannati in 500 mila euro. Nel 2011, tra l’altro, per Dolce e Gabbana era arrivata l’assoluzione da parte del gup. Poi, pero’, la Cassazione aveva annullato il proscioglimento dai reati fiscali, confermando invece solo l’assoluzione dall’accusa di truffa. Cosi’ un altro gup aveva disposto ”la citazione diretta a giudizio” per la presunta evasione e si era arrivati al processo, terminato oggi.

Sul fronte tributario, infine, lo scorso marzo, anche in secondo grado, è stata confermata la maxi-sanzione da 343 milioni di euro a carico di Dolce e Gabbana per l’evasione fiscale. In relazione a questa cifra – i legali però conteggiano oltre 400 milioni fra tutto – la difesa sottolinea che ”non disponendo i due stilisti di questa somma, proprio perché come ha statuito il giudice oggi, non l’hanno mai percepita, con ogni probabilità il fisco aggredirà il bene principale del loro patrimonio che è la loro partecipazione nell’azienda Dolce & Gabbana. Abbiamo paura anche solo a pensare a quali possano essere le ripercussioni economiche e sociali di questo fatto”.