Domenico Cutrì, appello mamma Antonella: “Scappa, tuo fratello è morto per te”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 5 febbraio 2014 9:14 | Ultimo aggiornamento: 5 febbraio 2014 9:14
Domenico Cutrì, appello mamma Antonella: "Scappa, tuo fratello è morto per te"

Domenico Cutrì (Foto Ansa)

VARESE – “Rispetta tuo fratello Antonino che ha dato la vita per te e scappa”. Questo l’appello di mamma Antonella a Domenico Cutrì, l’ergastolano evaso il 3 febbraio dopo l’assalto a Gallarate, in provincia di Varese. Nel blitz per liberare Domenico, il fratello Antonino Cutrì è rimasto gravemente ferito nello scontro a fuoco ed è morto all’ospedale di Magenta. La madre dei Cutrì lancia così un appello al figlio in fuga: “Tuo fratello si è sacrificato per te, non ti consegnare”.

Andrea Galli sul Corriere della Sera scrive:

Nel corridoio Mario Cutrì, magro, scavato, in piedi dinanzi alla porta d’ingresso blindata, aspetta parenti e amici per le condoglianze. Una processione. Sono la madre e il padre. «Mimmo ascoltami: non ti costituire. Tuo fratello si è sacrificato per te. Non ti consegnare, Mimmo. Scappa, scappa Mimmo. Altrimenti Nino è morto per niente»”.

Il padre di Domenico, Mario, lamenta di non poter vedere il corpo del figlio Antonino:

“«nemmeno mi fanno vedere il cadavere di Nino, gli hanno piantato un proiettile alle spalle, a tradimento, ne sono sicuro»”.

Il padre dell’ergastolano in fuga spiega che la condanna è ingiusta:

«L’hanno accusato d’essere il mandante dell’omicidio di un tizio che faceva apprezzamenti a una sua amica. Ora, chi ha sparato è fuori, libero, e comunque l’obiettivo non era uccidere ma inviare un avvertimento. Ho chiesto al giudice se avesse figli… L’ergastolo è uguale alla sedia elettrica. Ventidue, ventisei anni di galera li accetti. Hai la prospettiva che uscirai, e combatti, come contro una malattia grave che forse si può curare».

La madre racconta poi che Domenico e Antonino erano come gemelli e l’evasione era diventata un’ossessione:

“L’evasione era un’ossessione di Nino, «pazzo di suo fratello», addirittura «aveva frequentato un corso da elicotterista» fantasticando su liberazioni da leggenda, e d’altronde «sono nati a tredici mesi di distanza, erano gemelli». Con i genitori, giurano, mai un accenno a folli progetti di fuga”.

I Cutrì però non avrebbero nulla a che fare con le famiglie di ‘ndrangheta:

“Certo il capofamiglia conferma gli episodi di violenza attribuiti a questo e quel figlio, le spacconate, le vendette. «Ma Mimmo, prima dell’ergastolo, era un incensurato. E lavorava. Aveva un’agenzia di scommesse. Mentre in prigione s’è messo a studiare. Ragioneria. Ha trovato delle risorse per sperare in un futuro, ha carattere. C’è ancora il giudizio della Cassazione. Ci siamo affidati a un avvocato, di Palmi. Gran signore… Mimmo era all’oscuro dell’evasione. Nino ha agito di testa sua… Contro le guardie ha spruzzato dello spray. Non ha fatto fuoco. Loro l’hanno colpito»”.

Poi la madre Antonella spiega l’arrivo di Antonino ferito e la corsa in ospedale:

“Mi citofonano. “Cutrì? Se sei la mamma di Domenico esci”. C’era uno sconosciuto. E Nino in macchina. “Andiamo in ospedale” dice quello. Sono stata zitta. Mi sono messa alla guida. Nino aveva gli occhi rovesciati. Dopo poco ho smesso di guardarlo. Fissavo la strada. All’ospedale ho telefonato a mio marito»”.