Domenico Diele, dopo lo sconto in Appello insulti e minacce: “Ti sfregiamo con l’acido”

di Daniela Lauria
Pubblicato il 6 giugno 2019 9:16 | Ultimo aggiornamento: 6 giugno 2019 9:48
Domenico Diele, dopo lo sconto in appello insulti e minacce: "Ti sfregiamo con l'acido"

Domenico Diele, dopo lo sconto in appello insulti e minacce: “Ti sfregiamo con l’acido”

SALERNO – Gli hanno dato del “topo di fogna” e gli hanno augurato di “marcire in galera senza né acqua né cibo”. Gli hanno intimato che gliela faranno “pagare a te, i tuoi avvocati e i giudici” e minacciato di sfigurarlo in faccia con l’acido. Non c’è pace per Domenico Diele, l’attore di 33 anni che la notte del 24 giugno 2017 ha travolto e ucciso la segretaria salernitana di 48 anni, Ilaria Di Lillo lungo l’autostrada del Mediterraneo, risultando positivo ai test antidroga e con la patente sospesa. 

Condannato in primo grado a 7 anni e 8 mesi per omicidio stradale, il 31 maggio scorso la Corte d’Appello di Salerno gli ha ridotto la pena a 5 anni e 10 mesi. Tanto è bastato a riaccendere la rabbia sui social. Su Facebook la pagina “Diele in carcere”, conta circa 700 iscritti e raccoglie gli sfoghi di haters agguerriti. Tanto che dalle parole sono passati anche ai fatti: picchetti di persone con urla e cartelli hanno accompagnato le udienze di primo grado. Così da rendere necessario, per ovvie ragioni di sicurezza, che il processo di appello fosse celebrato a porte chiuse.

L’avvocato dell’attore, Ivan Nigro, spiega al Corriere della Sera: “Non abbiamo depositato una vera denuncia per rispetto dei familiari della vittima, che sono sempre stati composti nel loro dolore. Abbiamo fatto, però, una segnalazione, preoccupati non tanto dai leoni da tastiera, ma dai gruppi organizzati di donne che presidiavano l’aula con atteggiamenti violenti. Infatti, sono stati predisposti un servizio d’ordine e le porte chiuse, normali in seguito al rito abbreviato, ma qui utili anche a evitare incidenti”.

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Intanto Domenico Diele, “vive male non per l’odio che sente – spiega ancora il suo avvocato – ma perché è una persona perbene che sa di aver causato senza volerlo la perdita di una vita”. “Non lavora, ovviamente. Nel suo stato, non lo prenderebbero neanche per lo spot dei pannolini. In ogni caso, è devastato. Quella sera, non è morta solo una donna o la sua famiglia, ma anche Domenico Diele attore, Domenico Diele uomo”.

In attesa delle motivazioni della sentenza, il legale annuncia comunque il ricorso in Cassazione e precisa: “La presenza di tracce di stupefacenti non significa essere sotto effetto di stupefacenti e infatti la perizia medica chiesta dalla Procura ha concluso che non c’è prova di un’alterazione dovuta a droghe”. (Fonte: Corriere della Sera)