Domenico Maurantonio, l’ipotesi dei compagni: “Un problema neurologico”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 1 Giugno 2015 13:16 | Ultimo aggiornamento: 1 Giugno 2015 13:16
Domenico Maurantonio, l'ipotesi dei compagni: "Un problema neurologico"

Domenico Maurantonio, l’ipotesi dei compagni: “Un problema neurologico”

MILANO – Un improvviso, mai manifestato prima, problema neurologico che avrebbe portato Domenico Maurantonio a scambiare la porta della camera con la porta del bagno, e da lì a prendere la via del corridoio dell’hotel e in seguito a buttarsi dalla finestra. E’ la fantasiosa ipotesi dei compagni di stanza dello studente morto precipitando dal quinto piano dell’albergo di Milano dove si trovava in gita con la scuola.

Finora i compagni di scuola si sono trincerati dietro un “non sappiamo nulla”. Un mistero: un ragazzo di 19 anni che fa le ore piccole a chiacchierare con i compagni, poi si ritira a dormire insieme agli altri e infine viene trovato morto ore dopo sulla strada. Nessuno ha sentito o visto. Ora parlano due ragazzi della classe di Domenico e al Mattino di Padova dicono:

“L’unica ipotesi che abbiamo fatto è che Domenico possa aver avuto un problema neurologico e che in stato confusionale abbia scambiato la porta d’uscita della camera con quella del bagno che era di fianco”.

“È un mistero anche per noi, non abbiamo veramente idea di cosa possa esserlo successo”.

“Il gruppo – continuano – ha poi proseguito a chiacchierare, fino alle 3.20, quando i cinque sono scesi nella hall dell’albergo, abbiamo preso un po’ d’aria e Domenico ha scattato agli amici la famosa foto che poi ha inviato nel gruppo di whatsapp della classe. Domenico era sereno, come sempre. Poi siamo tornati in stanza, verso le 5.30, ci siamo addormentati e Domenico era a letto”. Un’ora dopo, alle 6.30 un loro compagno di stanza si è svegliato e non ha visto Domenico. “Abbiamo visto che Domenico non era a letto – aggiungono – e che aveva lasciato sul comodino occhiali, portafoglio e telefono. Siamo scesi e abbiamo iniziato a chiedere se l’avessero visto, poi è arrivata la polizia”.