Domenico Maurantonio morto per uno scherzo? Non è stato un incidente

di Redazione Blitz
Pubblicato il 14 Maggio 2015 9:39 | Ultimo aggiornamento: 14 Maggio 2015 9:39
Domenico Maurantonio morto per uno scherzo: aveva bevuto birra e lassativi

Domenico Maurantonio morto per uno scherzo: aveva bevuto birra e lassativi

MILANO – Domenico Maurantonio è lo studente morto a 19 anni per uno scherzo durante la gita scolastica. Il liceale di Padova, che era in gita a Milano, è caduto da una finestra e precipitato per 15 metri, ma per gli investigatori non si è trattato di un incidente. Nel corpo del ragazzo sono stati trovati birra e lassativi e sul suo braccio un segno, compatibile con qualcuno che ha tentato di trattenerlo dalla caduta.

Fabio Poletti su La Stampa scrive che l’incidente è escluso, con il davanzale della finestra alto 1 metro e 10, troppo alto perché Domenico possa essere caduto per sbaglio:

«Chi sa parli…», insistono i genitori di Domenico che vogliono sapere quello che è successo. Pressati da giorni di interrogatori in Questura i suoli compagni di classe giurano di non aver visto nulla ma nei loro racconti c’è più di una contraddizione. L’autopsia che ha evidenziato alcuni segni su un braccio, come se qualcuno avesse cercato di afferrarlo prima della caduta, ovviamente non può spiegare di chi sia quella mano. Si aspettano ancora gli esami tossicologici, ma sembra escluso che Domenico abusasse di alcol o droghe. Attorno alla finestra da cui è caduto, ci sono le sue scarpe e tracce del malessere, gli investigatori stanno cercando altre impronte.

Il sospetto è che quella sera, dopo il primo giorno di gita a Expo, qualcuno dei suoi compagni gli abbia messo del lassativo nella birra. Un gesto goliardico, tanto stupido quanto abituale nelle gite scolastiche, che per una serie di concause ha portato alla morte del giovane. Nella notte di sabato Domenico si sarebbe sentito male, aveva già sofferto di stomaco. Per qualche motivo sarebbe uscito dalla sua camera, non si sa se dopo aver svegliato i suoi due compagni di stanza. La porta della camera dell’hotel ha la chiusura a scatto, quando Domenico esce non può più rientrare. È molto miope, i suoi occhiali sono rimasti sul comodino. Inizia a vagare sul pianerottolo. Tra le cinque e le sette del mattino il liceale arriva alla finestra alla fine del pianerottolo. Si sente ancora male. Forse pensa che saltando dalla finestra può arrivare al balcone della sua camera. Qualcuno dei suoi compagni si accorge delle sue intenzioni, cerca di afferrarlo per un braccio ma non riesce a trattenerlo. Domenico cade per 15 metri. Chi era con lui ritorna in camera e non dice niente fino ad oggi”.