Domnica Cemortan, ultimatum a Francesco Schettino: “Dì la verità o parlo io…”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 29 settembre 2014 8:44 | Ultimo aggiornamento: 29 settembre 2014 8:46
Domnica Cemortan, ultimatum a Francesco Schettino: "Dì la verità o parlo io..."

Domnica Cemortan (Foto LaPresse)

ROMA -“Dì la verità o a parlare di quella sera del naufragio sarò io”. Questo l’ultimatum che Domnica Cemortan ha lanciato a Francesco Schettino via Facebook. E il tempo è quasi finito: il 30 settembre, se Schettino non avrà raccontato la verità, la Cemortan sarebbe pronta a riempire le lacune di quella sera del 13 gennaio quando la Costa Concordia urtò gli scogli dell’isola del Giglio e morirono 32 persone.

Francesco Fumagalli su Oggi scrive:

“Dopo le polemiche sollevate dal trasferimento di Gregorio de Falco che aveva intimato al comandante Francesco Schettino di tornare a bordo della nave, torna a farsi sentire, minacciando rivelazioni scottanti, anche Domnica Cemortan. La moldava che nei mesi scorsi, messa alle strette dai magistrati ha ammesso una relazione col comandante della Concordia, alle 10,27 del 24 settembre è riemersa da un lungo silenzio lanciando un ultimatum dalla sua pagina Facebook: «Francesco Schettino», ha scritto in inglese, « ti do sei giorni per dire la verità su quello che è successo immediatamente dopo aver dato l’annuncio di abbandono della nave. Solo sei giorni!»”.

La Cemortan sarebbe pronta a dare una ricostruzione fedele di cosa accadde quella notte:

“Dopo aver dato l’annuncio di abbandono della nave Schettino sarebbe salito al ponte 11 della Concordia proprio con Domnica e il maitre Ciro Onorato, per controllare la dritta della nave. La circostanza, accennata di sfuggita in alcuni verbali di interrogatorio, viene confermata da Domnica, che contattata per telefono dichiara: «Certo che siamo saliti al ponte 11. Ma cosa siamo andati a fare lassù? Il comandante dice che doveva controllare il lato a dritta della nave, quello verso l’isola. Siamo sicuri che la racconti giusta? Per vedere le condizioni della Concordia non aveva bisogno di salire al ponte 11, percorrendo tra l’altro delle scale completamente buie, rischiando di cadere e scivolare a ogni scalino. Poteva farlo uscendo dalle alette sulla plancia comando, che sono fatte apposta per avere una visione sull’esterno della nave»””.

La ballerina moldava ha poi aggiunto:

“Se davvero si trattava di una missione tecnica, per valutare le condizioni della nave», aggiunge Domnica, «perché il comandante non si fece accompagnare da altri ufficiali o sottufficiali. Perché chiese di seguirlo solo a me, che mi occupavo di accogliere gli ospiti russi e Ciro Onorato, il maitre, che a bordo si occupava di ristorazione? Cosa potevamo capire noi delle condizioni della nave? Di punti oscuri ce ne sono ancora tanti, ma ho l’impressione che non si voglia andare a fondo. In più di una occasione ho cercato di far capire com’erano andate le cose, ma ho visto che l’unica cosa che interessava era la mia relazione col comandante. Ma soprattutto tra i familiari delle vittime c’è chi non si arrende e anche di recente mi ha chiesto di fare il possibile affinché si possa conoscere tutta la verità su un disastro costato la vita a 32 persone»”.

Foto LaPresse