Domodossola, “separare i bimbi dai migranti durante i vaccini”, chiede il sindaco alla Asl

di Redazione Blitz
Pubblicato il 27 giugno 2018 19:30 | Ultimo aggiornamento: 27 giugno 2018 19:30
Domodossola, "separare i bimbi dai migranti durante i vaccini", chiede il sindaco alla Asl

Domodossola, “separare i bimbi dai migranti durante i vaccini”, chiede il sindaco alla Asl

ROMA – Bambini lontani dai migranti per la vaccinazione all’Asl. Lo chiede il sindaco di centrodestra di Domodossola, Lucio Pizzi. [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] “I bambini non vengano vaccinati nella stessa stanza dei richiedenti asilo”, ha scritto nella lettera all’azienda sanitaria locale del Verbano-Cusio-Ossola (Vco). Pizzi ha scritto al nuovo direttore generale, Angelo Penna, per protestare contro “l’uso promiscuo degli ambulatori per la somministrazione dei vaccini: nello stesso locale vengono vaccinati migranti richiedenti di protezione internazionale e bambini in tenerissima età”. ”

I bambini piccoli – prosegue il sindaco – non hanno completato il ciclo di vaccinazioni e sono quindi esposti mentre migranti non hanno alle spalle anamnesi che possono escludere situazioni di pericolo per la collettività, anzi sono spesso portatori di malattie contagio”. Pizzi era già stato autore in passato di altre campagne tese a diminuire il numero di richiedenti asilo in città. Aveva anche chiesto al Prefetto – senza però ottenerlo – un coprifuoco, per imporre ai migranti di rientrare nei loro alloggi alle 20.

Questa la scarna cronaca di una richiesta istituzionale (un sindaco) irricevibile perché infondata e ostentatamente razzista a dispetto del paravento sanitario. Bene ha fatto il direttore generale Angelo Penna, nominato alla guida dell’Asl del Verbano-Cusio-Ossola da appena due settimane, a evitare polemiche inutili con il sindaco “che sogna l’apartheid” (Monica Cerutti, assessore regionale) e mette in pratica quella che il filosofo Roberto Esposito chiama “immunizzazione sociale dall’Altro”.

Penna smonta pacatamente il complicato sistema culturale di chi teme la “promiscuità” bianchi e neri in ambulatorio: “Bambini e adulti partecipano a sedute vaccinali diverse. E’ vero che i locali sono gli stessi ma prima e dopo ogni sessione vengono sanificati e questo avviene per ragioni sanitarie indipendentemente dalla presenza di immigrati. Anzi ringrazio il sindaco per avermi dato l’occasione di spiegare ai cittadini come funziona il sistema. Ogni anno all’asl vengono vaccinate 25mila persone, esclusi i vaccini influenzali, i migranti sono circa un ventesimo. I migranti che sbarcano in Italia vengono visitato nei centri di accoglienza in cui vengono accolti, nel caso del Piemonte a Settimo dove è presente un centro di coordinamento regionale, e poi, se hanno dei problemi anche nei nostri ambulatori dedicati ai migranti. Chi si siede nelle sale d’aspetto in attesa del vaccino non ha malattie infettive”.