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Domodossola, ragazzina fa pipì in strada. Il sindaco sceriffo multa genitori: 5mila euro

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Domodossola, ragazzina fa pipì in strada. Il sindaco sceriffo multa genitori: 5mila euro

DOMODOSSOLA – Non ce la faceva più a trattenerla e così la ragazzina si è accovacciata in strada e ha fatto la pipì. E’ accaduto all’alba di domenica 8 ottobre a Domodossola, quando in teoria nessuno guardava. Ma ad immortalare la scena ci hanno pensato le nuove telecamere installate nella centralissima piazza Mercato dal sindaco sceriffo Lucio Pizzi. Ai genitori è così arrivata una multa salatissima: 5 mila euro per atti contrari alla pubblica decenza.

Inizia a raccogliere i frutti il sindaco Pizzi della sua campagna, lanciata mesi fa, contro l’abbandono delle deiezioni dei cani in città. Per questo ha fatto installare 13 impianti di videosorveglianza nel centro storico che presto saliranno a 25 ipotizzando anche dei prelievi per risalire, tramite il Dna, al cane e di conseguenza al suo proprietario.

In mezzo ci è capitata anche una ragazzina incontinente, ma non è la sola. Altre 400 euro di sanzione sono state inflitte a una signora che non ha raccolto la pupù del suo cane.

Così come tre minorenni, che alle 21.40 del 5 ottobre hanno rovinato i fiori dell’aiuola di via Degli Osci, utilizzando il verde pubblico come se fosse una pista ciclabile. Tutti e tre sono stati identificati e i loro genitori sono stati sanzionati in via amministrativa per violazione al regolamento comunale del verde pubblico per la somma di euro 70 ciascuno.

Più fortunata invece per una coppia che ha avuto un violento litigio: la ragazza ha inavvertitamente urtato la fioriera di un privato, danneggiandola, mentre picchiava il ragazzo che stava con lei. Ma da parte del proprietario non è mai arrivata alcuna denuncia.

Lucio Pizzi, 54 anni, eletto con una lista civica di centrodestra è perentorio nel portare avanti la sua battaglia. Al Corriere della Sera illustra fiero il suo “programma basato su ordine e disciplina. Chi sgarra paga”. Non è un fan di Facebook, dice, ma usa il social per informare. Così ogniqualvolta ch il trasgressore viene identificato, lui posta: nomi, date, cifre.

E al giornalista che gli fa notare che forse servirebbero forse anche bagni pubblici, risponde: “Ci stiamo pensando, stiamo individuando due punti dove metterli vorrei fare come in Svizzera, ma loro hanno un senso civico che noi non abbiamo. E poi, mi permetto di fa notare, i bar sono aperti fino alle due del mattino”. Chi sta fuori oltre quell’ora va messo a freno.

 

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