Cronaca Italia

Don Angelo, parroco di Soresina: “Fedeli accendono i ceri ma non pagano”

Don Angelo Piccinelli

Don Angelo Piccinelli

CREMONA – Lo ‘sciopero dei lumini’. Ha già il nome una provocazione lanciata dal parroco di Soresina (Cremona), don Angelo Piccinelli, per scuotere le coscienze dei fedeli. E’ rivolta a quei cittadini (non pochi, a quanto pare) che accendono le candele votive nella chiesa di San Siro e poi si ‘dimenticano’ di depositare le offerte.

“Un’ipocrisia che non potevo più avallare”, commenta il sacerdote, che dopo aver rimosso per tre giorni i ceri e i relativi espositori, oggi li ha riposizionati davanti ai rispettivi altari. L’iniziativa è stata preannunciata e motivata ai parrocchiani nel foglio degli avvisi settimanali con un intervento, al solito, pungente e incisivo.

“Gli espositori dei lumini sono sempre stracolmi di fiammelle ardenti e le cassette delle offerte rimangono sproporzionatamente vuote – vi si legge – . Per dimostrare la propria venerazione al Sacro Cuore o alla Vergine o a S. Antonio non c’è bisogno di accendere candele: la preghiera arriva al cospetto di Dio e provoca l’intercessione dei santi solo ed esclusivamente per la sua sincerità, e non per il numero delle fiammelle che appicchiamo davanti ad un’immagine sacra. Lo ribadisco: non è – conclude il sacerdote – la fiamma di un cero che rende ‘vera’ ed efficace la nostra supplica davanti a Dio, ma l’intensità della nostra fede”.

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