Don Giovanni Barbareschi è morto: prete partigiano, salvò ebrei e antifascisti

di redazione Blitz
Pubblicato il 5 ottobre 2018 22:23 | Ultimo aggiornamento: 6 ottobre 2018 1:43
Don Giovani Barbareschi è morto: prete partigiano, salvò ebrei e antifascisti

Don Giovani Barbareschi è morto: prete partigiano, salvò ebrei e antifascisti (Foto Ansa)

MILANO – E’ morto a 96 anni monsignor Giovanni Barbareschi, sacerdote antifascista, medaglia d’argento della Resistenza e tra i protagonisti del giornale clandestino cattolico Il Ribelle, uscito tra il 1943 e il 1945, alla redazione del quale parteciparono Teresio Olivelli, Carlo Bianchi, Claudio Sartori e lo stampatore Franco Rovida. A darne notizia è l’Anpi (Associazione nazionale partigiani) provinciale di Milano che ricorda le parole di monsignor Barbareschi: “Volevamo ribellarci al fascismo e alla Repubblica di Salò e tutto quello che si poteva fare lo abbiamo fatto”.

Nella sua casa di via Eustachi 24 a Milano, dove viveva con la madre, don Barbareschi stampava documenti falsi per chi cercava di fuggire dal regime nazifascista. Barbareschi partecipò al movimento scoutista delle Aquile Randagie, messo al bando dal fascismo nel 1928, che si dava appuntamento clandestino ogni domenica a Milano, alla Loggia dei Mercanti.

Poco dopo il dicembre del 1943 gli scout avrebbero dato vita ad Oscar, l’organizzazione che rese possibile gli espatri degli ebrei e degli antifascisti in Svizzera. Per averne salvati tantissimi don Barbareschi è stato riconosciuto Giusto tra le nazioni. Fu lui, non ancora ordinato sacerdote, a dare la benedizione ai 15 partigiani uccisi in piazzale Loreto il 10 agosto 1944.