Don Maks Suard suicida a Triste. Vescovo dice messa, fedeli escono

di Redazione Blitz
Pubblicato il 1 novembre 2014 19:08 | Ultimo aggiornamento: 1 novembre 2014 19:08
Don Maks Suard suicida a Triste. Vescovo dice messa, fedeli escono

Don Maks Suard

TRIESTE – Messa con contestazione sabato mattina nella parrocchia dell’Invenzione di Santa Croce, a Trieste, dove alcuni giorni fa si era consumata la tragedia di don Maks Suard, il sacerdote impiccatosi in canonica per un’accusa di pedofilia risalente a 17 anni fa sulla quale la Curia aveva avviato accertamenti.

Oggetto di contestazione è stato l’arcivescovo di Trieste, monsignor Giampaolo Crepaldi, proprio colui che martedì scorso aveva fatto la macabra scoperta del corpo senza vita del sacerdote.

Crepaldi, come racconta anche il Gazzettino, ha deciso di celebrare la Messa per la ricorrenza dei Santi proprio nella chiesa di Santa Croce, punto di riferimento per la minoranza slovena, rinunciando alla solenne cerimonia prevista in cattedrale a San Giusto. Una scelta fatta per essere vicino ai parrocchiani in un momento doloroso.

Ma al suo arrivo, alcuni dei fedeli hanno abbandonato la chiesa e si sono piazzati sul sagrato. Un’espressione di dolore e incredulità, più che di protesta per il vescovo, che nei giorni scorsi aveva contestato al parroco “fatti gravi successi molti anni fa che coinvolgevano una ragazzina di 13 anni”.

Fatti sui quali il vescovo, sabato scorso, aveva chiamato don Maks per le “dovute comunicazioni” e il parroco aveva chiesto due giorni per preparare una lettera di dimissioni e una memoria scritta. Martedì, poi, monsignor Crepaldi ha avvisato il sacerdote del suo arrivo, ma quando si è presentato in parrocchia ha trovato la porta della canonica chiusa: entrato con le chiavi portate dal sacrestano, ha rinvenuto il cadavere del sacerdote.

Don Maks era apprezzato e conosciuto nella piccola comunità, parso quasi sospetto che qualcuno abbia tirato fuori dopo tanto tempo un episodio ritenuto isolato.

Monsignor Crepaldi ha comunque voluto celebrare l’Eucaristia, assieme al vicario per la minoranza slovena, don Anton Bedencic:”Vengo a condividere il vostro dolore”. Il vescovo ha ribadito quanto aveva espresso nel messaggio alla Diocesi relativo alla morte di don Maks: l’aver agito per “dovere di giustizia” anche nei confronti della vittima; un atteggiamento che lo stesso sacerdote coinvolto aveva detto di condividere. Salvo poi non reggere e lasciarsi travolgere dalla disperazione, decidendo di togliersi la vita.