Don Marco Scandelli denunciato da Aidaa per “istigazione a rapporti con animali”

di redazione Blitz
Pubblicato il 7 agosto 2018 15:33 | Ultimo aggiornamento: 7 agosto 2018 15:48
Don Marco Scandelli denunciato da Aidaa per "istigazione a rapporti con animali"

Don Marco Scandelli denunciato da Aidaa per “istigazione a rapporti con animali” (Nella foto Facebook Lorenzo Croce, presidente Aidaa)

LODI  –  Il presidente di Aidaa (Associazione italiana per la difesa degli animali e dell’ambiente), Lorenzo Croce, ha presentato due denunce nei confronti di don Marco Scandelli, cittadino italiano nato a Lodi ma residente nella Repubblica di San Marino in qualità di parroco della parrocchia di Borgo Maggiore e [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] che nei giorni scorsi aveva scritto su Facebook un post contro la pedofilia nella Chiesa. Lo fa sapere la stessa Aidaa in una nota.

Le due denunce sono state indirizzate alla procura della repubblica di Lodi e a quella dello Stato di San Marino  e sono state inoltrate questa mattina a firma del presidente nazionale dell’Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente per il reato di istigazione al maltrattamento di animali.

Il sacerdote denunciato, scrive nel comunicato Aidaa, “aveva nei giorni scorsi pubblicato sui social una frase inammissibile sostenendo che per una persona: “Non era lecito far sesso con i bambini, ma qualora avessero delle pulsioni possono fare sesso a pagamento con un uomo o una donna, o al limite con un animale tanto non si scandalizza nessuno”.”.

Secondo l’associazione animalista si tratta di parole che “istigano alla pratica contro natura del sesso con animali e che quindi si configura come reato ai sensi degli articoli del codice penale di ciascuno dei due Stati. “Che un parroco tra l’altro giovane si lasci andare a scrivere frasi abominevoli ci lascia davvero senza parole – dice dice Lorenzo Croce presidente di Aidaa – io mi auguro che la curia dove questo sacerdote risulta essere particolarmente protetto dai suoi superiori faccia un indagine accurata al pari di quelle delle due procure, per verificare se oltre che con le parole già di per se assurde e ingiustificabili, questo signore in abito talare non abbia in qualche modo messo in pratica egli stesso o qualcuno di sua conoscenza quanto contenuto nella parte finale della sua frase irripetibile e che ne prenda le distanze in maniera chiara, cosa che finora non abbiamo visto fare al vescovo che invece pare gli abbia concesso di andare in vacanza per alcuni giorni a fare il bagno in provincia di Lucca, anziché fare penitenza come meriterebbe”.