Don Mazzi "ribelle" anche da morto: sarà cremato

Pubblicato il 23 ottobre 2011 20:08 | Ultimo aggiornamento: 23 ottobre 2011 20:10

FIRENZE, 23 OTT – Un funerale vero e proprio, probabilmente, non ci sara' mai. E la commemorazione di Don Enzo Mazzi, organizzata stamani dalla sua Comunita' nel popolare quartiere fiorentino dell'Isolotto, tutto e' stata meno che un funerale: piu' un'assemblea, magari. Con molti ricordi, lacrime, testimonianze, parole affettuose dette al microfono per quel 'prete ribelle' che ha cambiato le loro vite e, forse, anche un po' di storia della Chiesa. Don Mazzi, morto nella notte tra venerdi' e sabato, sara' cremato. Ultimo 'strappo' di una vita trascorsa dalla parte degli ultimi e anche per questo fatta di strappi.

''Ma amava la Chiesa che pure contestava'', dice don Piero Sabatini che oggi regge la parrocchia dalla quale Mazzi fu cacciato nel 1968 dal cardinale Ermenegildo Florit. Niente di ufficiale dalla Comunita': la decisione della cremazione, vissuta come la fine naturale di un percorso, viene confermata solo a richiesta.

C'e' una rete di affettuosa riservatezza tra questi uomini e donne che hanno condiviso con Mazzi un 'esilio' ultraquarantennale dopo la rottura con le gerarchie ecclesiastiche. Solo dopo molte ore si e' diffusa la notizia della morte del 'prete ribelle' la cui salma e' ora custodita in una cappella ''non visitabile'' dell'ospedale di Careggi.

Nessuna sorpresa per il fatto che stamani, tra le centinaia di persone che si sono accalcate nella 'baracca' sede della Comunita', non ci fosse alcun rappresentante della gerarchia ecclesiastica. Il vescovo Giuseppe Betori, in una nota, ha invitato alla preghiera e a rimettere ogni giudizio alla storia. L'unico sacerdote che ha partecipato all'incontro e' stato don Alessandro Santoro, prete di frontiera in un altro quartiere difficile della citta', Le Piagge.

Ha appoggiato del pane ai piedi di un olivo nel cortile della baracca, lo stesso pane usato per la comunione tra i partecipanti. ''E' la nostra ultima cena'', ha detto un membro della Comunita' che tutte le domeniche si ritrova, come stamani, per leggere il Vangelo e per celebrare la loro unione.

Ma oggi e' stata la prima volta senza Don Mazzi. Nessuno, tuttavia, crede alla possibilita' che la Comunita' possa spegnersi insieme al suo fondatore. Con gli uomini e le donne di quel '68 della Chiesa stamani c'erano anche i loro figli, nati quando Don Mazzi e l'Isolotto erano ormai quasi storia.

''Ho 80 anni e per 43, da quando lo hanno mandato via, non sono entrata in questa chiesa – ha detto stamani la signora Valentina al parroco – perche', come diceva Don Mazzi, la Chiesa e' anche la' fuori''.