Don Paolo Farinella, arriva richiamo di Bagnasco: “No politica sull’altare”

di redazione Blitz
Pubblicato il 18 Marzo 2015 16:17 | Ultimo aggiornamento: 18 Marzo 2015 16:17
Don Paolo Farinella, arriva richiamo di Bagnasco: "No politica sull'altare"

Don Paolo Farinella

GENOVA – “Non si fa politica sull’altare”. Il richiamo a Don Paolo Farinella, il parroco di San Torpete a Genova che nei giorni scorsi ha ospitato il popolo della sinistra in cerca di una candidatura alternativa a Raffaella Paita per le Regionali in Liguria, è arrivato dal cardinale Angelo Bagnasco in persona.

“Sì, mi ha chiamato il cardinale Bagnasco – ha raccontato il sacerdote al Secolo XIX – semplicemente per sapere cosa stava succedendo. E si è informato sulla mia salute, sapeva che sono stato operato a una spalla”.

Ma è lecito ritenere, osserva il quotidiano genovese, che le preoccupazioni dell’arcivescovo andassero al di là delle pur importanti questioni di salute:

“Sì, ha chiamato lui direttamente per dirmi che gli avevano detto che ci sarebbe stata una riunione domenica in chiesa. E io gli ho risposto che, se gli avevano detto qualcosa, era bene che fossi io a raccontargli tutto: senza mediazioni.

Gli ho spiegato – ha aggiunto Don Farinella – che esiste un movimento di pensiero che ha trovato ospitalità in chiesa, come era giusto. E che, allo stesso modo, subito dopo la presentazione ufficiale di Pagano, era logico che io facessi un passo indietro: il mio compito era intervenire in un dibattito civile per smuovere un po’ le acque, come di fatto è accaduto, e se non l’avessi fatto le cose sarebbero andate in maniera diversa: ma non spetta a me l’organizzazione a livello partitico”.

Nessun rimprovero ufficiale, dunque, a patto che ci si mantenga entro i confini del dibattito culturale, altrimenti la punizione potrebbe essere la sospensione a divinis:

“No – precisa il parroco – il codice prevede che questa possa essere comminata solo a chi si iscrive e prende la tessera di un partito, questo la Chiesa non lo ammette per un prete e io non l’ho fatto. Ma certamente continuerò a fare opinione, questo sia chiaro: per il fatto di essere prete non divento un minorato sociale, resto un cittadino”.

La sua comunque non è politica dall’altare:

“Io all’altare faccio il prete, attualizzo la parola di Dio nel momento storico in cui viviamo, mica posso parlare del sesso degli angeli o delle anime che non vedo. È quello che fa anche il Papa: parla dei cristiani che vengono ammazzati, della corruzione e di quello che accade in politica e nel mondo”.