Don Patrizio Poggi, Marcello Righettini si difende: “Conosco solo Buonviso, non i sacerdoti…”

di Gianluca Pace
Pubblicato il 28 Giugno 2013 9:16 | Ultimo aggiornamento: 28 Giugno 2013 9:16
Don Patrizio Poggi, l'articolo de Il Centro

Don Patrizio Poggi, l’articolo de Il Centro

ROMA – Marcello Righettini (fonte Il Centro), di Civitella Roveto, titolare di un’agenzia marsicana, sarebbe uno dei nomi segnalati da Don Patrizio Poggi, ex parroco del San Filippo Neri di Roma, condannato a cinque anni di reclusione per violenza sessuale su minori che, lo scorso 8 marzo, ha deciso di presentarsi in un ufficio dei carabinieri del Noe (Nucleo per la tutela dell’ambiente) e denunciare uno scandalo pedofilia nella curia romana.

Marcello Righettini, secondo quanto raccontato dal Centro, sarebbe uno dei reclutatori di giovani segnalati da Don Patrizio Poggi. Ma lo stesso Righettini “si difende e respinge ogni accusa, denunciando a sua volta il sacerdote, sospeso a divinis dopo la condanna per abusi su minori nel 2002.”

“Il più eccellente degli accusati” – scrive Il Centro – “è Giuseppe Buonviso”, ex carabiniere, “già coinvolto in un giro di prostituzione minorile”. Dopo la denuncia di Poggi, i carabinieri lo hanno pedinato: secondo Il Centro “accompagnava un ragazzo in una chiesa. Poi ci sono Giancarlo Aleandri, amministratore della Parrocchia di San Filippo Neri, e il marsicano Righettini, direttore di un’agenzia per modelli.”

Ancora Il Centro riporta uno stralcio della testimonianza di Don Patrizio Poggi:

«Buonviso frequenta e dimora presso la cappella di San Lauro alla Pisana», ha raccontato Poggi, «è un promotore e organizzatore di incontri e attività legate alla prostituzione maschile minorile, attraverso la quale reperisce ragazzi che introduce in Italia e mette a disposizione dei clienti». Poi l’elenco di sacerdoti e degli alti prelati: nove in tutto. «Buonviso», spiega Poggi, «con Aleandri e Righettini presenta ai clienti i ragazzi. L’ingaggio avviene utilizzando la disperazione e l’assenza di mezzi di sostentamento che caratterizzano la loro condizione sociale».

Marcello Righettini ha già però presentato una denuncia “contro i due religiosi perché avrebbero «infangato» il suo nome e quello del programma “Belli e dannati” da lui ideato”.

«Non ho mai conosciuto né sentito nominare i sacerdoti chiamati in causa», ha sottolineato Righettini, che ieri mattina si è presentato ai carabinieri di Civitella, «e nessuno era autorizzato a fotografare i ragazzi durante le prove del programma, né a divulgare i filmati». Righettini aggiunge nella denuncia di conoscere solo Buonviso perché aveva lavorato nello staff del programma come security e assistenza medica visto che aveva una società di ambulanze.

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