Finisce l’epoca don Verzé. Il nuovo San Raffaele è targato Vaticano

Pubblicato il 15 Luglio 2011 15:39 | Ultimo aggiornamento: 15 Luglio 2011 16:12

ROMA – Si è concluso in tarda mattinata il primo consiglio di amministrazione della Fondazione Monte Tabor, principale azionista dell’ospedale San Raffaele, targato Vaticano. I consiglieri hanno conferito tutti i poteri a Giuseppe Profiti, presidente dell’ospedale Bambin Gesù di Roma. Il nuovo amministratore delegato sarà Enrico Bondi. Lo storico numero uno dell’ospedale milanese, don Luigi Verzé, si farà da parte

Prima di dare il via libera al piano di salvataggio dell’ospedale gravato da circa un miliardo di debiti,  il Cda della Fondazione è stato un confronto tra i rappresentanti della gestione passata e i nuovi membri del Cda designati dal Vaticano: Giuseppe Profiti, Ettore Gotti Tedeschi, Vittorio Malacalza e Giovanni Maria Flick. Dall’incontro sono stati esclusi i consulenti che hanno predisposto il piano per il concordato.

Entro il 19 luglio gli avvocati devono a depositare la richiesta di concordato preventivo. In tribunale sono già arrivate diverse ingiunzioni di pagamento da parte di alcuni creditori. Non è esclusa l’ipotesi che il San Raffaele possa incorrere in un’istanza di fallimento se i tempi si allungheranno troppo.

Ecco il comunicato: “Il nuovo Consiglio di amministrazione della Fondazione Centro San Raffaele del Monte Tabor ”con l’espressa volontà del presidente Luigi Maria Verzé, ha deliberato il conferimento al Consiglio stesso di tutti i poteri di ordinaria e straordinaria amministrazione”.

Il presidente ”ha delegato al vicepresidente prof. Giuseppe Profiti e al Consiglio tutti i poteri, rinunciando all’esercizio degli stessi”. Il nuovo consiglio ”ha infatti necessità di poter operare una ricognizione degli effettivi dati aziendali e contabili della Fondazione e la valutazione di un Piano di Risanamento nell’interesse del grande progetto San Raffaele voluto dal Fondatore Don Verzé”.

Il Consiglio ”è fiducioso – conclude la nota – di avere il tempo e di essere in grado di portare avanti con serenità l’attività di risanamento al fine di salvaguardare le risorse umane impegnate nell’Opera e gli interessi di tutti gli interlocutori coinvolti nell’attuale crisi ed è altresì convinto che il San Raffaele continuerà ad esercitare il ruolo internazionalmente riconosciutogli nelle attività di clinica e di ricerca”.