Donato Pangiarella morto in ascensore. Indagata: “L’ho spinto per difendermi”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 10 settembre 2014 12:52 | Ultimo aggiornamento: 10 settembre 2014 12:52
Donato Pangiarella morto in ascensore. Indagata: "L'ho spinto per difendermi"

Donato Pangiarella morto in ascensore. Indagata: “L’ho spinto per difendermi”

PESCARA – Donato Pangiarella è stato trovato morto nell’ascensore di un palazzo di Montesilvano, in provincia di Pescara, lo scorso 6 settembre. Per la sua morte è stata arrestata Happy Ayegbeni, nigeriana di 33 anni, che ai giudici ha dichiarato di averlo spinto, ma solo per respingere le sue avances. Una versione di legittima difesa che però non ha convinto gli inquirenti.

Paola Aurisicchio su Il Centro scrive:

“La donna, assistita dall’avvocato Alba Ronca, è stata interrogata per un’ora e mezza confermando quello che aveva detto ai carabinieri del Nucleo investigativo guidati da Eugenio Stangarone: spiegando di aver incontrato per caso Pangiarella in un supermercato e che lui si sarebbe offerto di portarle le casse d’acqua.

Una volta in casa, secondo quello che ha raccontato la 33enne, l’uomo avrebbe cercato di avere un rapporto con lei che, per difesa, l’avrebbe spinto. Una versione che, però, non è stata accolta dal gip che ha convalidato il fermo ed emesso l’ordinanza di custodia cautelare per omicidio preterintenzionale con le aggravanti di essere clandestina – il permesso di soggiorno era scaduto a giugno ma c’era già una richiesta di rinnovo – e di aver spinto un uomo di più di 70 anni. Ayegbeni, quindi, è stata riportata nel carcere di Teramo”.

A smentire la versione della donna, spiegano gli inquirenti, anche i video del supermercato:

“Gli inquirenti hanno acquisito il filmato registrato dalle telecamere del supermercato dove la donna e Pangiarella si sono incontrati. La donna aveva detto che l’incontro era stato casuale ma dai movimenti registrati dalle telecamere sembrerebbe che ci fosse stato un appuntamento. Prima i due si sono visti fuori al supermercato e, poi, la donna sarebbe entrata sola a comprare l’acqua. Una volta uscita, avrebbe posato una cassa d’acqua vicino la macchina dell’uomo che l’aspettava, poi avrebbe rimesso il carrello a posto e quindi sarebbe entrata nell’auto, una Nissan Micra poi sequestrata, e i due sarebbero andati da lei, in via Cerrano 9”.

Anche l’inquilino della nigeriana ha smentito la sua versione su come Pangiarella sia arrivato in ascensore:

“Secondo il racconto dell’ambulante, Pangiarella avrebbe quindi provato ad avere un rapporto con lei che, per difendersi, l’avrebbe rifiutato spingendolo. L’uomo, sempre secondo la ricostruzione della 33enne, avrebbe sbattuto la testa perdendo sangue ma si sarebbe rialzato e, da solo, sarebbe andato in ascensore dove è stato trovato morto.

Diversa, invece, la versione dell’inquilino, sempre nigeriano, della 33enne che agli inquirenti avrebbe detto di aver visto i due entrare in casa. A quel punto, l’uomo sarebbe andato nella sua stanza per uscire richiamato dai lamenti della connazionale. Una volta fuori, avrebbe visto il corpo di Pangiarella e avrebbe aiutato la donna a metterlo nell’ascensore. E’ in particolare su questo che i Ris stanno lavorando e i carabinieri hanno già trovato tracce di sangue sulla vasca da bagno dove l’uomo avrebbe sbattuto la testa”.