Dottoressa denuncia violenza in guardia medica…troppo tardi: lui libero

di Redazione Blitz
Pubblicato il 2 dicembre 2017 13:00 | Ultimo aggiornamento: 2 dicembre 2017 13:00
guardia-medica

Ha denunciato di essere stata violentata in guardia medica ma era passato troppo tempo (foto d’archivio Ansa)

BARI – Ha denunciato di essere stata violentata in guardia medica, ma la denuncia è arrivata troppo tardi e il suo presunto aggressore è stato scarcerato. Il Tribunale del Riesame di Bari ha disposto la scarcerazione del presunto aggressore. All’uomo, il 51enne Maurizio Zecca di Acquaviva delle Fonti arrestato lo scorso 13 novembre, i giudici hanno concesso i domiciliari con braccialetto elettronico per il solo reato di stalking. La presunta violenza risale al dicembre 2016 ma la donna l’ha denunciata solo 9 mesi più tardi. Il reato è quindi ritenuto improcedibile dal Tribunale perché, anche se “i fatti in contestazione possono essere valutati come realmente accaduti”, spiegano i giudici del Tribunale del Riesame, la querela doveva essere presentata entro sei mesi dal fatto.

Gli atti persecutori denunciati dalla vittima e accertati dalle indagini della Procura di Bari sarebbero iniziati nell’ottobre 2016 e avrebbero costretto nei mesi successivi il medico a cambiare tre diverse sedi di lavoro fino a quando, temendo per la propria incolumità, la donna ha deciso – nel settembre scorso – di sporgere denuncia. Il 51enne si era invaghito della dottoressa e, ha raccontato la donna, aveva iniziato a perseguitarla con messaggi e telefonate per più di anno, arrivando a violentarla nell’ambulatorio dove prestava servizio come guardia medica e a minacciarla di morte. Secondo quanto ricostruito dalla Procura di Bari, la dottoressa sarebbe stata vittima di “un’opera di lenta e crescente persecuzione, – si legge nell’imputazione – arrivando (l’indagato, ndr) a maturare una vera e propria ossessione” nei suoi confronti.

La presunta violenza risale al dicembre 2016, ma la donna l’ha denunciata soltanto 9 mesi più tardi. Il reato è quindi ritenuto improcedibile dal Tribunale del Riesame perché, spiegano i giudici, anche se “i fatti in contestazione possono essere valutati come realmente accaduti” la querela doveva essere presentata entro sei mesi dal fatto. Resta a carico dell’uomo, difeso dall’avvocato Filippo Castellaneta, l’accusa di stalking (gli episodi sono più recenti) con riferimento alla quale i giudici ritengono che “la misura cautelare della custodia in carcere sia allo stato eccessiva”. Il 51enne resterà detenuto finché non sarà disponibile il braccialetto elettronico.

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