Dpcm: parrucchieri e barbieri aperti anche nelle zone rosse. Nella bozza erano tra chi chiude

di Redazione Blitz
Pubblicato il 4 Novembre 2020 8:03 | Ultimo aggiornamento: 4 Novembre 2020 8:03
Dpcm 3 novembre: parrucchieri e barbieri aperti anche nelle zone rosse. Nella bozza erano tra chi chiude

Dpcm: parrucchieri e barbieri aperti anche nelle zone rosse. Nella bozza erano tra chi chiude (Foto d’archivio Ansa)

Parrucchieri e barbieri restano aperti anche nelle zone rosse: nel Dpcm è questa la principale novità dell’ultima ora. 

Barbieri e parrucchieri possono restare aperti anche nelle zone rosse. Nella versione finale ufficiale del Dpcm è questa la novità rispetto alla bozza che era circolata nelle ore precedenti alla firma di Conte.

Dpcm: parrucchieri e barbieri aperti anche nelle zone rosse

Nella bozza c’era scritto che parrucchieri e barbieri sarebbero rimasti chiusi (al pari di altre attività) nelle zone rosse.

partirà dal 5 novembre con fine prevista il 3 dicembre, è che l’Italia sarà divisa per zone: rossa, arancione e verde.

Il rosso segna lo stop, l’arancione il rischio e il verde “il via libera” sempre nel rispetto delle regole nazionali.

L’inserimento di una Regione in una delle tre fasce di criticità “avverrà con un’ordinanza del ministro della Salute”.

Solo le Regioni ‘rosse’ entreranno in una sorta di lockdown che ricorda quello della primavera scorsa.

Le zone rosse

In base alla bozza del nuovo Dpcm le zone rosse dovrebbero essere: Lombardia, Piemonte, Calabria, Alto Adige e Valle d’Aosta.

Le zone arancioni: Puglia, Liguria. Il Veneto dovrebbe rientrare in questa fascia, anche se si sta discutendo se lasciarlo nella zona verde.

Anche la Campania è in bilico perché potrebbe finire nella zona rossa. Nella zona verde andrebbero tutte le altre per il momento.

Stop agli spostamenti

Nelle aree ad alto rischio che ricadono negli scenari 3 e 4 indicati nel documento dell’Iss – quelle caratterizzate da uno scenario di elevata gravità e quelle nelle quali ci sono situazioni di massima gravità – “è vietato ogni spostamento in entrata e uscita dai territori”. E’ quanto si legge in una versione della bozza del nuovo Dpcm che partirà dal 5 novembre e finire il 3 dicembre.

La differenza tra le zone che ricadono nello scenario 3 e in quelle che rientrano nel 4 sta nel fatto che in queste ultime sono vietati anche gli spostamenti “all’interno dei medesimi territori”, dunque a livello comunale e provinciale. 

In zone rosse stop a tutti gli spostamenti

Nelle zone rosse si potrà uscire di casa solo per “comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute”, nonché per tutti quegli spostamenti “strettamente necessari” ad accompagnare i bambini a scuola.

Il comma 4 dell’articolo 1 ter, alla lettera A, afferma che “è vietato ogni spostamento in entrata e in uscita” dalle “Regioni o parti di esse” che si trovano nelle zone rosse “nonché all’interno dei medesimi territori”.

In zone ad alto rischio chiusi anche negozi

Stop anche alle attività dei negozi e mercati nelle regioni, province e comuni a massimo rischio.

“Sono sospese le attività commerciali al dettaglio, fatta eccezione per le attività di vendita di generi alimentari”.

Il provvedimento ferma anche i mercati, tutte le attività di bar e ristorazione (salvo la consegna a domicilio l’asporto consentito fino alle 22) e le attività sportive.

Resta invece consentita l’attività motoria “in prossimità della propria abitazione” e con obbligo della mascherina e l’attività sportiva “esclusivamente all’aperto e in forma individuale”.

Per le aree ad alto rischio, dunque nelle zone arancioni, restano invece aperti i negozi ma chiudono bar e ristoranti.

Limitato in queste zone anche “ogni spostamento con mezzi di trasporto pubblici e privati in un comune diverso da quello di residenza” salvo esigenze di lavoro, studio, salute e necessità. 

Scuola in presenza fino alla prima media nelle zone rosse 

“Le istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado adottano forme flessibili nell’organizzazione dell’attività didattica” in modo che “il 100 per cento delle attività sia svolta tramite il ricorso alla didattica digitale integrata”.

“Resta salva – si legge nella bozza – la possibilità di svolgere attività in presenza qualora sia richiesto l’uso di laboratori o sia necessaria in ragione della situazione di disabilità dei soggetti convolti e in caso di disturbi specifici di apprendimento e di altri bisogni educativi speciali, garantendo comunque il collegamento on line con gli alunni della classe che sono in didattica digitale integrata, in modo che sia garantita una relazione educativa che realizzi l’effettiva inclusione”.

Nuovo Dpcm, coprifuoco dalle 22

Il coprifuoco, si apprende dalle stesse fonti, partirà dalle 22 fino alle 5 del giorno seguente.

“Dalle ore 22.00 alle ore 5.00 sono consentiti esclusivamente gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative, da situazioni di necessità ovvero per motivi di salute. È in ogni caso fortemente raccomandato a tutte le persone fisiche, per tutto l’arco della giornata, di non spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, salvo che per esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi”.

Smart working anche nella Pubblica amministrazione

Smart working ai massimi livelli possibili, sia nella Pubblica amministrazione che nel settore privato, e ingressi differenziati del personale.

In particolare, le PA (salvo il personale sanitario e chi è impegnato nell’emergenza) dovranno assicurare “le percentuali più elevate possibili di lavoro agile, compatibili con le potenzialità organizzative e con la qualità e l’effettività del servizio erogato” e “con le modalità stabilite da uno o più decreti del Ministro della pubblica amministrazione”.

Sarà compito di ciascun dirigente di garantire il massimo livello di smart working. La bozza di Dpcm contiene anche la “forte raccomandazione” dell’utilizzo della modalità di lavoro agile da parte dei datori di lavoro privati. 

Stop alle crociere

Stop dei servizi di crociera da parte delle navi passeggeri di bandiera italiana. Il provvedimento fa salve le crociere in atto entro l’8 novembre.

E’ inoltre consentito alle navi di bandiera estera impiegate in servizi di crociera l’ingresso nei porti italiani esclusivamente ai fini della sosta ‘inoperosa’. (fonti ANSA, AGI)