Draghi: “Ambrosoli e Baffi un esempio di rispetto delle regole”

Pubblicato il 28 Settembre 2009 12:40 | Ultimo aggiornamento: 28 Settembre 2009 12:40
mario draghi

Mario Draghi

L’avvocato Giorgio Ambrosoli e l’ex governatore di Bankitalia Paolo Baffi, che pagarono a caro prezzo (il primo con la vita) il loro impegno sulle vicende della Banca Privata Italiana di Michele Sindona e del Banco Ambrosiano di Roberto Calvi, sono un esempio di rispetto delle regole, prezioso per chiunque abbia voglia di fare e di fare bene.

Questo il senso del messaggio del numero uno di Bankitalia Mario Draghi, a un convegno in corso alla Bocconi in onore dei due. Sulla stessa linea il ricordo di Carlo Azeglio Ciampi, in un messaggio, letto dal presidente della Bocconi Mario Monti all’inizio dei lavori.

Secondo l’ex presidente della Repubblica, anch’egli con un passato a capo della Vigilanza, il tema del convegno organizzato dall’università milanese (Crisi finanziaria e abusi di mercato: quali regole?) «racchiude l’essenza di due personalità che la condizione anagrafica e professionale faceva diverse; identiche nella fedeltà all’impegno di servire, con l’azione, il bene comune».

«Ambrosoli e Baffi – sottolinea da parte sua Draghi – sono entrati nella storia del nostro Paese per il prezzo da loro pagato per la fedeltà ai principi, alle regole, al loro dovere. Il mio auspicio è che al loro esempio si ispirino coloro che sono animati da voglia di fare, e di fare bene».

Draghi ha poi affermato che «la Banca d’Italia celebrerà il ventennale della morte di Paolo Baffi con una giornata di studio, il prossimo 9 dicembre, in cui saranno presentati lavori – fra cui una bibliografia e una guida alle carte d’archivio – utili per l’approfondimento e la migliore conoscenza della sua opera. Il successivo 10 dicembre si terrà in Banca la Lezione Paolo Baffi di Moneta e Finanza, tenuta dal professor Ricardo Caballero, nona di una serie di Lezioni biennali che nei venti anni trascorsi dalla scomparsa di Baffi hanno contribuito a tenerne viva la memoria».