Vuole la droga come regalo per i 18 anni. Gliela danno e lei muore

di Redazione Blitz
Pubblicato il 13 Ottobre 2020 12:20 | Ultimo aggiornamento: 13 Ottobre 2020 12:20
Il fidanzato della 18enne di Amelia morta di overdose: la dose divisa, il tentativo di rianimazione...

Il fidanzato della 18enne morta di overdose: la dose divisa, il tentativo di rianimazione… (Foto d’archivio Ansa)

Aveva chiesto la droga come regalo di 18 anni, e l’ha avuta come regalo. Ma quel “regalo” l’ha uccisa.

Una ragazza di 18 anni è morta vicino Terni per overdose: sembra che abbia chiesto la droga come regalo per i 18 anni. Quella stessa droga che l’avrebbe uccisa.

L’ipotesi della droga come regalo per i 18 anni

La procura di Terni “sta lavorando a 360 gradi, anche con la collaborazione di altri territori” sul caso della diciottenne di Amelia. La ragazza è stata trovata senza vita sabato mattina nell’abitazione del suo fidanzato, anche lui del posto. Il giorno prima lei aveva compiuto la maggiore età.

Lo ha spiegato oggi il procuratore capo Alberto Liguori, nel corso di una conferenza stampa convocata nell’ambito delle indagini. Indagini sulla presunta overdose da eroina che – secondo i primi accertamenti – è costata la vita alla giovane amerina.

Si verca di capire da dove venisse la droga

Gli accertamenti punterebbero soprattutto a capire quale sia la provenienza della droga, che – è una delle ipotesi – potrebbe essere stata un regalo di compleanno del fidanzato. Sull’episodio è stato aperto un fascicolo coordinato dal sostituto procuratore Camilla Coraggio.

Liguori ha sottolineato che quanto ad eventuali iscrizioni nel registro degli indagati “le faremo perché atti dovuti e di garanzia di fronte ad atti irripetibili”. “Ma al momento – ha aggiunto – non siamo in presenza di un responsabile”. Tra le ipotesi al vaglio ci sarebbero quella dell’omissione di soccorso o della morte come conseguenza di altro delitto.

“Ipotesi che hanno bisogno di una lettura ragionata” ha spiegato ancora Liguori. In particolare la procura attende gli esami specialistici sul corpo della ragazza, “per fare riflessioni a freddo, senza fughe in avanti”. “Non abbiamo allo stato possibilità di imboccare una strada – ha continuato il procuratore -, stiamo lavorando con la collaborazione di altri territori, dovendo ricostruire la giornata che per la ragazza si è conclusa in maniera terribile”.

“Non focalizziamo la nostra attenzione solo su Terni – ha detto Liguori -, ma dobbiamo capire cosa è successo la sera tra il 9 e il 10 ottobre e bussare anche alle porte di chi ha ceduto la droga, capire se era cosciente”. (Fonte Ansa)