Droga, il Cnr contro il governo: “Il consumo è calato molto meno”

Pubblicato il 24 Giugno 2010 12:15 | Ultimo aggiornamento: 24 Giugno 2010 12:15

L’unico modo per fermare il consumo di droga è la crisi economica. O almeno così abbiamo creduto dopo i dati della Relazione annuale al Parlamento sull’uso di sostanze stupefacenti e sullo stato delle tossicodipendenze, presentata nei giorni scorsi dal sottosegretario Carlo Giovanardi. A smentire Palazzo Chigi, secondo cui il consumo di stupefacenti sarebbe diminuito del 25,7%, è l’Istituto di Fisiologia Clinica del Cnr.

I punti contestati da Sabrina Molinaro, ricercatrice del Cnr e responsabile per l’Italia di Espad, il progetto del Consiglio d’Europa che ogni 4 anni analizza il mercato della droga di 39 paesi, sono vari. Prima di tutto il consumo di marijuana tra i giovani. “C`è una leggera flessione ma, per esempio, ci risulta che tra gli studenti l’uso di cannabis sia sceso del 2% e non del 9%”.

La Molinaro fino al 2007 ha analizzato il consumo di droghe anche per l’ufficio tossicodipendenze della Presidenza del Consiglio ma poi ci sono state le elezioni e l’incarico le è stato revocato: al posto del Cnr è subentrata l’università di Tor Vergata. La Molinaro però ha continuato il suo lavoro per il Consiglio d’Europa e le conclusioni a cui è arrivata, insieme al suo gruppo di ricercatori, discordano con quelle del Governo.

Oltre alla cannabis tra i giovani, sono i dati sulle droghe pesanti a non coincidere: “Tra il 2008 e il 2009 eroina, cocaina e stimolanti sono diminuiti ma solo dello 0,6%, dello 0,2% e dello 0,3%”, ha illustrato la ricercatrice. Ma anche sul vizio del bere non c’è accordo. “Lungi dall’aumentare, come denuncia il governo, il consumo di alcol si è ridotto dell`1,7% e le ubriacature sono passate dal 43% del 2007 al 40% attuale”. Secondo la relazione di Giovanardi, invece, dal 2007 al 2010 l’assunzione quotidiana si alcol sarebbe aumentata del 18,2% e le ubriacature addirittura del 200%, passando da una prevalenza dell’1% nel 2007 al 3% del 2010.

Infine abbiamo gli psicofarmaci. “E` la vera new entry – ha commentato la Molinaro –  in due anni gli adolescenti che hanno ingerito Tavor sono saliti dal 10,4% all`11,8%. Tutti trend lievi comunque, lontanissimi da quelli pubblicizzati martedì”.

La distanza tra le due ricerche può essere spiegata in parte dalla metodologia utilizzata: gli analisti del CNR si sono rifatti al modello europeo con il questionario cartaceo in buste bianche mentre il dipartimento nazionale antidroga ha optato per quello da compilare sul computer. Anche la popolazione analizzata è diversa: le due ricerche infatti hanno considerato in maniera diversa.

Chi ha ragione? Essendo un’analisi di mercato su un’attività illegale, non è facile raccogliere i dati. Ma una cosa è certa. Come ha illustrato il sociologo Guido Blumir, “la ‘ndrangheta, massimo importatore europeo, si è già adattata alla crisi abbassando tagli e prezzi: se prima un grammo di cocaina costava 200 euro oggi si compra con 80”.