Milano, droga e soldi nei locali. Citterio: “De Corato rompe i c…”

Pubblicato il 26 luglio 2010 20:50 | Ultimo aggiornamento: 27 luglio 2010 2:05

Rodolfo Citterio, una delle cinque persone finite agli arresti domiciliari nell’ambito dell’inchiesta su un giro di cocaina all’Hollywood e al The Club,  intercettato al telefono se la prende con il vicesindaco di Milano, Riccardo De Corato. Citterio è un ex componente della commissione di controllo comunale ed ex presidente milanese del Sindacato dei locali da ballo. Parla del ”problema De Corato”, il visindaco di Milano che non vuole fare aprire i locali, dice che”rompe i coglioni”.

Nella telefonata intercettata, che risale al gennaio 2008, Citterio, a proposito del ‘Qin’ e de ‘La capanna dello zio Tom’, i due esercizi pubblici per cui avrebbe ricevuto tangenti, dice all’architetto Daniele Beretta, anche lui indagato (era componente della commissione comunale) che ”De Corato vuole a tutti i costi bloccare il Qin ma il locale è a posto e lui deve far dare l’agibilità”.

L’ex presidente del Silb, riguardo ai due locali, spiega ”che sono due casi separati – si legge nel provvedimento del gip Giulia Turri – ma De Corato li ha uniti, che il Qin ha un contratto di affitto e quindi è avvantaggiato mentre l’altro locale è in fase di rinnovo del contratto e dato che il vicesindaco ‘rompe i c…’ difficilmente riusciranno ad ottenere l’uso dell’area esterna per fare discoteca”. Per superare la difficoltà poste da De Corato e la sua ”poca disponibilita”’ a rinnovare le autorizzazioni ai locali, come riporta l’ordinanza di misura cautelare degli arresti domiciliari, Citterio si ”serve della collaborazione” dell’allora comandante della polizia locale Emiliano Bezzon. E proprio le telefonate tra i due ”dimostrano che i controlli effettuati” dai vigili urbani ”a parco Lambro (al Qin ndr) – annota ancora il gip – sono concordati” in modo che Citterio possa presentare a De Corato (chiamato da Bezzon ”Riccardino” o ”Deco”) una nuova richiesta di sblocco delle procedure.

A proposito degli interventi ”pilotati” dei vigili, in un’altra telefonata (marzo 2008), si parla anche del bar Taveggia, locale storico di Milano. Bezzon, si legge ancora nel provvedimento, rassicura Citterio che non avrebbe mandato nessuno al bar Taveggia, nonostante fosse senza il permesso per uno spettacolo di cabaret. ”Ti ho detto – garantisce l’ex capo dei vigili – se conoscete qualcuno dei titolari avvisateli lunedì che non facciano i pirla perche’ prima o poi ci cascano dentro eh! Io non gli mando nessuno”.