Delitto Edoardo Sforna: due sospettati nell’ambiente della malavita romana

Pubblicato il 7 Settembre 2011 11:45 | Ultimo aggiornamento: 7 Settembre 2011 11:45

ROMA – Edoardo Sforna, il ragazzo di 18 anni ucciso lo scorso 23 agosto a Morena, nella periferia sud-est di Roma, aveva conoscenze e amicizie tra i pregiudicati della zona, conosciuti per spaccio di droga. Potrebbe essere rintracciato in questo settore il movente del suo omicidio. E’ un’ipotesi su cui stanno lavorando i carabinieri del Nucleo investigativo di Frascati. La ricerca avrebbe portato ad individuare due ragazzi, di 20 anni, uno con precedenti penali.

I militari, che non hanno ancora chiesto nessun provvedimento, sono convinti della colpevolezza dei ventenni ma vogliono spiegare il delitto fino in fondo, evitando che gli arresti non reggano il processo che seguirà. Manca infatti il movente e su questo punto si fanno ipotesi. Due su tutte. La prima è che l’uccisione di Edoardo Sforna è l’ultimo atto di una storia di droga con un finale tragico non voluto dai killer. I due volevano gambizzare e invece il proiettile sparato dal basso verso l’alto, durante la corsa si è impennato e si è conficcato nello sterno del giovane. La seconda, la più clamorosa: i sicari hanno sbagliato persona.

Dalle testimonianze di amici e conoscenti e dagli accertamenti svolti si è andato comunque delineando un profilo di Sforna diverso da quello apparso nei primi giorni dopo il delitto. “Dodo”, così veniva chiamato, non era solo lo studente modello e il volontario della Croce Rossa che si guadagnava un po’ di soldi lavorando come bagnino in una piscina di Ciampino e come fattorino per la pizzeria di Morena davanti alla quale è stato ferito a morte. Conosceva e frequentava anche dei pregiudicati della zona, gente coinvolta in un giro di piccolo spaccio di droga. Non è chiaro se anche il ragazzo avesse un ruolo in questi traffici, ciò che è certo secondo gli inquirenti è che l’omicidio è maturato in questo contesto.