Egiziano Maestrelli, la figlia illegittima chiede 15 milioni di euro di danni

di Redazione Blitz
Pubblicato il 1 dicembre 2016 15:18 | Ultimo aggiornamento: 1 dicembre 2016 15:18
Egiziano Maestrelli, la figlia illegittima chiede 15 milioni di euro di danni

Egiziano Maestrelli, la figlia illegittima chiede 15 milioni di euro di danni

FIRENZE – La figlia illegittima di Egiziano Maestrelli, ex patron di Superal, dopo aver ottenuto il riconoscimento di status di figlia con il test del Dna ora ha chiesto un risarcimento da 15 milioni di euro, 10 milioni per danno patrimoniale e 5 milioni per gli annii di abbandono e oblio da parte del padre naturale. Ghennet, questo il nome della figlia di Maestrelli, ha scoperto a 30 anni che quello che l’aveva cresciuta non era il padre naturale e il tribunale, nella sentenza del 27 dicembre 2012 passata in giudicato il 28 giugno 2013, ha stabilito dopo il test di paternità che anche lei è una Maestrelli.

Giovanni Spano sul quotidiano La Nazione scrive che Ghennet, figlia di Luigina Lubritto, ha scoperto a circa 30 anni che il padre che l’aveva cresciuta non era il suo vero padre. Poi un test del Dna ha svelato la verità e da allora sono iniziate le azioni legali e le udienze in tribunale:

“Un atto doloroso perché se è vero che Ghennet è cresciuta senza avere alle spalle il peso economico del babbo facoltoso, è però cresciuta bene. Ghennet prima di ogni azione legale ha scritto a Egiziano una lettera. Il giudice l’ha letta in aula. Ne riportiamo alcuni passaggi. Prima l’unico momento davvero sentimentale di questa storia, che pure è un intreccio tortuoso di sentimenti, è stato proprio di Maestrelli, dopo essersi sottoposto al Dna. Giurano alcuni che alla fine pianse sommessamente, lui già in là con gli anni, in cuor suo chissà, desideroso di rompere il (brutto) incantesimo e abbracciare per la prima volta la figlia. Forse gliel’ha impedito la ‘ragion di Stato’.

Ha una famiglia da tutelare. Così è stata guerra, perché dopo l’accertamento del dna e la citazione di Maestrelli davanti al giudice, il legale di Ghennet, Liliana Talarico ha presentato ricorso per sequestro in corso di causa, e il giudice ha deciso il sequestro di beni di Maestrelli per 2 milioni, a tutela della ricorrente. Cifra poi ridotta. Un braccio di ferro giudiziario a questi livelli è senza esclusione di colpi. Già prima del Dna, infatti, Maestrelli e moglie hanno avviata la pratica di separazione consensuale. Con una diversa intestazione sembra di una buona parte del patrimonio dell’imprenditore. «Dopo trent’anni mia moglie ha saputo e allora ha chiesto la separazione…» ha spiegato l’ex patron Superal”.

Ora Ghennet ha chiesto 15 milioni di euro di danni, di cui 5 milioni divisi così: mezzo milione per ogni anno di abbandono e di oblio da parte del padre naturale. L’avvocato di Maestrelli però sostiene che la richiesta non sussiste:

“Nella sua comparsa conclusionale l’avvocato Visconti di Milano, legale di Maestrelli, riepiloga invece i motivi dell’insussistenza del danno patrimoniale e non patrimoniale, semmai l’erronea quantificazione dello stesso e la mancanza di un nesso causale tra «il pregiudizio patito dal danneggiato e la condotta del danneggiante». E in un capitolo addossa certe responsabilità a Luigina Lubritto, madre di Ghennet”.