Elena Aubry, la mamma Graziella Viviano: “Mia figlia morta trafitta da guard rail. Ostiense strada killer”

di redazione Blitz
Pubblicato il 10 dicembre 2018 23:15 | Ultimo aggiornamento: 11 dicembre 2018 8:14
Elena Aubry, la mamma Graziella Viviano: "Mia figlia morta trafitta da guard rail. Quella è una strada killer"

Elena Aubry, la mamma Graziella Viviano: “Mia figlia morta trafitta da guard rail. Quella è una strada killer”

ROMA – “Mia figlia è morta per l’impatto drammatico contro il guard rail, come se fosse finita su un muro di lame”. Lo ha detto Graziella Viviano, la mamma di Elena Aubry, morta lo scorso 6 maggio a Roma, a soli 25 anni, mentre percorreva la via Ostiense in sella alla sua moto. 

Ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta” condotta da Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus, la mamma di Elena rivela i risultati dell’autopsia condotta sul cadavere della figlia.

“Questa è la situazione dei guard rail italiani – aggiunge la donna – La perizia fa un quadro della strada peggiore di quello che si riusciva a vedere ad occhio nudo, quella è una strada killer. A Roma ci sono 700mila motociclisti, questa città va pensata in funzione dei fruitori delle strade”.

Sui dati dell’autopsia di Elena, Graziella Viviano spiega: “Non auguro a nessuno di leggere una cosa del genere, è terribile già se lo leggi per qualcuno che non ti è vicino, quando si tratta di tua figlia è veramente terribile”. Poi precisa: “Anche una ragazza che andava a 50km/h ha fatto quella fine. Se mia figlia è morta lì, essendo una ragazza che sapeva portare la moto e indossava tutto l’occorrente, vuol dire che quella strada è un pericolo per tutti. Se in una città come Roma ci sono 700mila motociclisti, quella città va fatta in funzione dei fruitori delle strade”.

“Venezia – osserva – ha i canali, ci sono le barche, se non si prendesse in considerazione questo sarebbe da folli. Il 15 dicembre al Kill Joy, locale alle Capannelle, alcuni amici mi hanno regalato un concerto per una raccolta fondi per sostenere le iniziative che sto portando avanti per cercare di salvare la vita alle persone”.