Elena Ceste, gip su Michele Buoninconti: “Comportamenti ossessivi e sospetti”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 31 Gennaio 2015 18:45 | Ultimo aggiornamento: 31 Gennaio 2015 18:45
Elena Ceste, gip su Michele Buoninconti: "Comportamenti ossessivi e sospetti"

Elena Ceste, gip su Michele Buoninconti: “Comportamenti ossessivi e sospetti”

ASTI – Comportamenti ossessivi e sospetti quelli di Michele Buoninconti con la moglie Elena Ceste. Il gip di Asti, Giacomo Marson, spiega i motivi che hanno portato all’arresto di Buoninconti per l’omicidio e l’occultamento di cadavere della moglie Elena, scomparsa il 24 gennaio 2014 da Costigliole d’Asti e trovata morta il 18 ottobre scorso.

La cura maniacale con cui seguiva l’orto di casa, con la quale ripeteva in auto il rosario, con la quale, ossessivamente, prendeva appunti. Come quello datato 24 gennaio 2014, giorno in cui Elena Ceste scomparve da casa. Lui si appunta queste parole: “Dato da mangiare alle oche, scomparsa mia moglie”.

Questo il comportamento al limite dello psicotico che ha indotto il gip a considerare i tanti indizi raccolti non solo credibili ma più che sufficienti per far scattare la misura cautelare. Di indizi “plausibili” a suo carico è disseminata l’ordinanza di arresto, lunga 80 pagine. Tra gli altri, questo: è provato che l’uomo la mattina del 24 gennaio abbia telefonato dal luogo in cui fu poi trovato il corpo di sua moglie. La sua linea è stata agganciata dalla cella telefonica di quella zona.

Peccato però che, come prima telefonata, Buoninconti non abbia chiamato il cellulare di sua moglie, ma i vicini di casa (come risulta dai tabulati) e tentato di chiamare il cellulare della moglie solo successivamente. Scrive il gip nell’ordinanza:

“Questo particolare costituisce un antefatto logico da cui non si può prescindere”.

Da quel momento in poi tutto il comportamento di Buoninconti è volto ad un costante tentativo di depistaggio. Concede interviste televisive in cui definisce “santa” la moglie. Prepara torte ai figli e li accudisce con assoluta dedizione paterna. Nello stesso tempo però, non sapendo di essere intercettato, sia in casa sia in auto, il vigile del fuoco di Alba ha a più riprese discussioni con i figli dalle quali emerge un sentimento opposto nei confronti della moglie. La definisce “una donna da raddrizzare”.

Un tentativo di depistaggio è, tra i tanti descritti dal gip, una telefonata alla sorella di Elena Ceste. I due parlano del luogo in cui, appena due giorni prima, è stato trovato il corpo della donna. Lui rivela alla cognata:

“Lei me lo aveva detto che voleva andarci su quella strada, anche se non l’aveva mai fatta… E io là c’ero andato, per primo… Ma là non ho visto niente, solo le impronte delle lepri…”.

Fin dal giorno della scomparsa della moglie lui racconta che lei, in stato confusionale, sarebbe scappata di casa nuda. Lui stesso, dice, aveva trovato i suoi vestiti gettati vicino al cancello. Intervistato al riguardo da “Chi l’ha visto?”, risponde:

“Quando ho visto quei panni lì, mi è venuta una cosa alla testa. Madonna! Da chi mi devi fare vergognare… Cosa mi stai combinando?”.

Il gip Marson nella sua ordinanza ricuce a uno a uno tutti questi indizi e rivela di aver compiuto riservatamente un sopralluogo con la propria auto per rendersi conto di persona quanto tempo richiedesse coprire la distanza tra casa Buoninconti e il rio Mersa dove la moglie è stata ritrovata: due minuti e mezzo, quelli necessari

“per le operazioni di scaricamento e occultamento del cadavere”.